Conte squalificato per due giornate, il Napoli affidata a Stellini
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Redazione Sport
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L’atteso verdetto del giudice sportivo, che era ormai nell’aria dopo i fatti di domenica sera a San Siro, è arrivato a confermare due giornate di squalifica per Antonio Conte, privando così la panchina napoletana del suo timoniere in due partite casalinghe decisive. Il tecnico azzurro, il cui carattere focoso è noto a tutti, aveva infatti oltrepassato ogni limite nel finale di Inter-Napoli, quando la contestazione per il rigore concesso ai nerazzurri – assegnato per un intervento di Rrahmani su Mkhitaryan – si è trasformata in una sfuriata plateale e reiterata. Salterà, di conseguenza, il recupero con il Parma in programma domani al Maradona, nonché la successiva sfida di sabato contro il Sassuolo, sempre a Fuorigrotta; a guidare la squadra in queste circostanze sarà il suo fedele vice, Cristian Stellini, chiamato a mantenere la concentrazione del gruppo in un momento delicato della stagione.
Le motivazioni dettagliate della squalifica
La decisione del giudice, che ha accompagnato la squalifica con una multa di quindicimila euro, non si limita a una generica condotta antisportiva ma scende nel dettaglio degli eventi, dipingendo un quadro di proteste violente e prolungate. Secondo il referto, Conte, dopo aver inizialmente rivolto un’espressione ingiuriosa agli ufficiali di gara, ha platealmente calciato via un pallone avvicinandosi poi, con fare intimidatorio e a stretto contatto, al quarto ufficiale al quale ha ripetuto frasi offensive, abbandonando il recinto di gioco solo dopo l’intervento dei propri dirigenti. L’episodio, come se non bastasse, non si è esaurito con l’espulsione: nel tunnel che conduce agli spogliatoi, il tecnico avrebbe infatti reiterato il medesimo atteggiamento pronunciando ulteriori frasi insultanti, un dettaglio questo rilevato direttamente dai collaboratori della procura federale e che ha senza dubbio influito sulla severità del provvedimento.
Il contesto della contestazione: il rigore dell’Inter
La scintilla che ha innescato la reazione di Conte affonda le radici in una delle decisioni arbitrali più discusse della ventesima giornata. Fonti vicine alla regia televisiva della partita hanno ricostruito i momenti immediatamente successivi al fallo, rivelando come la prima persona ad accorgersi della situazione di Mkhitaryan a terra sia stato un ex giocatore, il quale ha immediatamente segnalato al quarto ufficiale la presunta evidenza del rigore. Anche un difensore del Napoli, toccando lievemente l’armeno a terra con la punta del piede, sembrava averne percepito l’entità, rivolgendosi a un compagno con la stessa convinzione. Questi elementi, sebbene non giustifichino la condotta successiva, aiutano a comprendere il clima di forte tensione e la percezione di un’ingiustizia subita che ha travolto l’allenatore partenopeo.
Le altre sanzioni della giornata
Il giudice sportivo, nell’esaminare gli altri episodi della stessa giornata di campionato, ha disposto sanzioni anche per altri protagonisti, sebbene di minor risonanza mediatica. Un calciatore del Lecce, ad esempio, è stato deferito per una condotta ritenuta gravemente antisportiva e ha ricevuto una squalifica di tre giornate, mentre un giocatore del Bologna è stato punito con due turni di stop. Questi provvedimenti, seppur collaterali, confermano l’indirizzo rigoroso adottato dalle autorità sportive nel reprimere gli eccessi verbali e comportamentali, un indirizzo che ha trovato in Antonio Conte, data la sua visibilità e il ruolo ricoperto, il caso più emblematico e significativo della settimana.




