La sosta azzurra tra nazionali e riposo programmato: Stellini guida il gruppo ridotto, Conte fa ritorno a Torino
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Redazione Sport
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L’onda lunga dell’ultimo impegno di campionato, quel venerdì che ha consegnato al Napoli tre punti pesanti nel pomeriggio di Cagliari, si è già dissolta nel consueto meccanismo delle soste imposte dal calendario internazionale. La macchina, ancora in corsa su più fronti, rallenta bruscamente la sua marcia: da domani, e per diversi giorni, sarà Cristian Stellini a sedersi in cattedra a Castel Volturno. Non certo per dirigere l’intero organico, va da sé, quanto piuttosto quel che resta di un gruppo svuotato dalle convocazioni: tredici i calciatori partiti per raggiungere i rispettivi commissari tecnici, una defezione che ridisegna fisicamente la fisionomia del centro sportivo. Stellini, vice di Antonio Conte, si ritrova così a gestire un contingente ridotto all’osso, un compito che richiede di limare i dettagli in attesa che la piena potenza di fuoco faccia ritorno.
L’elenco dei partenti, del resto, racconta da solo la portata dello smembramento. Tra gli azzurri convocati spiccano i quattro chiamati da Gattuso per l’impegno decisivo dell’Italia nei playoff mondiali: Meret, Buongiorno, Spinazzola e Politano si giocheranno giovedì a Bergamo contro l’Irlanda del Nord un pezzo di futuro. Ma il censimento dei partenti si allarga a macchia d’olio: Milinkovic-Savic risponde alla chiamata della Serbia, Olivera vola in Uruguay, Lobotka è atteso dalla Slovacchia. La pattuglia scozzese è rappresentata dalla coppia McTominay-Gilmour, mentre dal Belgio arrivano le convocazioni per De Bruyne e Lukaku. Completano il quadro Elmas, richiamato dalla Macedonia del Nord, e Hojlund, partito con la Danimarca. Un esodo massiccio che costringe la struttura a ripiegarsi su se stessa.
A rendere ancor più inconsueta la settimana di lavoro, però, c’è la contemporanea assenza del tecnico. Antonio Conte, già nella sosta di novembre, ha ripetuto il copione: lasciata la città questa mattina con un volo diretto, destinazione Torino. Il volo Volotea partito alle 7:01 da Capodichino è atterrato a Caselle con perfetta puntualità alle 8:25, consegnando l’allenatore campione d’Italia in carica a una pausa familiare programmata. Niente scelta dell’ultimo minuto, insomma, ma una pausa studiata nei dettagli per ricaricare le batterie in vista della ripresa. Il Corriere dello Sport, nell’anticipare i contorni della settimana, ha sottolineato come la sua assenza fosse già stata preventivata: martedì, quando il gruppo si ritroverà dopo i tre giorni di riposo concessi post-Cagliari, il posto di Conte sarà vuoto.
Un’assenza che diventa prassi, la gestione affidata al vice
La circostanza, per quanto rilevante, non rappresenta una novità assoluta nel modus operandi dell’allenatore. Già nel precedente appuntamento con le nazionali, in autunno, Conte aveva optato per una soluzione analoga, allontanandosi dal quartier generale per concedersi una finestra di riposo. Stavolta, il contesto appare persino più disteso, se possibile: la vittoria di Cagliari ha blindato un momento positivo e ha permesso di programmare la sosta senza l’urgenza di correzioni immediate. La scelta di affidare la conduzione del gruppo residuale a Stellini, del resto, risponde a una logica consolidata, quella di un rapporto di fiducia che si traduce in delega operativa nei momenti di pausa del tecnico principale. L’allenatore in seconda, già abituato a calibrare il lavoro in situazioni di organico ridotto, avrà il compito di mantenere in moto la parte di squadra rimasta a Castel Volturno, tra esercitazioni e mantenimento, in attesa che i flussi internazionali invertano la rotta.
Il centro sportivo ridisegnato dalla sosta mondiale
L’impatto concreto della sosta si traduce in un centro sportivo dal volto inedito. Dove di solito il traffico di mezzi e figure professionali scandisce le ore, nei prossimi giorni si assisterà a un lavoro più contenuto, calibrato su un numero esiguo di calciatori. L’assenza di tredici elementi, molti dei quali titolari, impone ovviamente una modifica delle sedute, che si concentreranno sul mantenimento dello stato di forma e su aspetti più individuali o di reparto ridotti. La data del rientro dei nazionali, scaglionata in base agli impegni di qualificazioni e amichevoli, segnerà poi il ritorno alla normalità, con l’obiettivo di ricompattare il gruppo in vista del prossimo impegno di campionato. Un quadro che lascia intendere come la gestione della sosta, in questo caso, sia stata calibrata quasi al millimetro: al vice la regia del presente, al tecnico il privilegio di una pausa che, a conti fatti, si configura come un investimento sulla tenuta nervosa e fisica per lo sprint finale.
La programmazione al tempo delle nazionali, tra defezioni e assenze strategiche
A fare da sfondo a questo scenario è l’eterno dilemma delle squadre di vertice alle prese con le soste: come coniugare il riposo individuale dei propri tasselli fondamentali con la necessità di non disperdere il lavoro di settimana. Il Napoli, in questo caso, ha adottato una strategia che separa nettamente i piani. Da un lato, c’è il gruppo dei convocati, affidato alle cure e agli impegni delle proprie federazioni, con tutti i rischi e le opportunità del caso. Dall’altro, c’è la parte rimasta, gestita da uno staff che conosce bene i meccanismi interni. La scelta di Conte, che ha fatto rientro a Torino per ricongiungersi con la famiglia, appare dunque come un tassello di una programmazione più ampia, già sperimentata e riproposta in questa finestra di calendario. La sosta, in questo senso, diventa un momento di discontinuità fisiologico, dove le gerarchie si assottigliano ma i ruoli restano ben definiti: a Stellini il compito di tenere accesa la macchina, al tecnico quello di tornare a prenderne il volante con la carica rigenerata.




