Milano recupera 800 tonnellate di cibo nel 2024: la lotta allo spreco alimentare si intensifica
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Redazione Interno
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Nel 2024, Milano ha raggiunto un traguardo significativo nella lotta allo spreco alimentare, recuperando quasi 800 tonnellate di cibo, un aumento notevole rispetto alle 615 tonnellate del 2023. A renderlo noto è stata Anna Scavuzzo, vice sindaca con delega alla food policy, durante la presentazione dei risultati delle politiche alimentari cittadine. Un dato che non solo evidenzia l’efficacia delle iniziative intraprese, ma che sottolinea anche l’impegno crescente verso una gestione più sostenibile delle risorse.
Il successo del programma milanese si deve in gran parte all’espansione della rete degli hub di raccolta e distribuzione degli alimenti. Nel corso dell’anno, infatti, sono stati inaugurati tre nuovi hub – Selinunte, Loreto e Cuccagna – che si sono aggiunti ai cinque già operativi (Isola, Lambrate, Gallaratese, Foody zero sprechi e Centro). Questi spazi, gestiti con precisione e coordinamento, hanno permesso di ottimizzare la raccolta e la ridistribuzione del cibo, riducendo al minimo gli sprechi. Non solo: per rendere il processo ancora più efficiente, sono state introdotte le cargo bike, mezzi ecologici che facilitano il recupero degli alimenti direttamente dalle mense scolastiche, coinvolgendo così anche le scuole in un circuito virtuoso.
La Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, celebrata lo scorso mercoledì, ha offerto l’occasione per riflettere sull’importanza di queste iniziative. Un tema che, oltre a Milano, vede impegnate diverse realtà in tutta Italia. Tra queste spicca il Gruppo Hera, che dal 2009 porta avanti il progetto ‘CiboAmico’, in collaborazione con Last Minute Market, impresa sociale dell’Università di Bologna. Un’iniziativa che coniuga sostenibilità e solidarietà, dimostrando come la lotta allo spreco possa diventare un’opportunità concreta per ridurre le disuguaglianze e promuovere un uso più consapevole delle risorse.
Parallelamente, anche le abitudini alimentari stanno cambiando, come evidenziato dai dati di Coldiretti Marche. Negli ultimi dieci anni, la dieta dei marchigiani si è evoluta, con un consumo maggiore di legumi, verdura e formaggi a discapito di carne, latte e pasta. Tuttavia, nonostante questa maggiore attenzione, lo spreco alimentare nella regione è aumentato dell’8,5%, raggiungendo una media di 621,9 grammi settimanali per famiglia. Un paradosso che richiede ulteriori sforzi per sensibilizzare i cittadini e promuovere pratiche più responsabili.
Esempi virtuosi non mancano, come dimostra la famiglia Sinigaglia-Fantuz di Granarolo dell’Emilia, che ha fatto della lotta allo spreco una vera e propria missione. Nadia Sinigaglia, 52 anni, e il marito Luca Fantuz, 55enne, insieme ai loro tre figli, hanno adottato un approccio sistematico per ridurre gli sprechi: controllano regolarmente il frigorifero, pianificano i pasti in base agli alimenti più deperibili e coinvolgono amici e parenti nel consumo degli avanzi. La loro esperienza sarà al centro dello Spreco Zero Challenge 2025-2030, un’iniziativa promossa dall’app “Sprecometro” che mira a coinvolgere i cittadini nel raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite




