Nataly Quintanilla Valle, babysitter uccisa dal fidanzato: la confessione di Pablo Gonzalez

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Pablo Gonzalez Rivas, 48 anni, ha confessato di aver ucciso la compagna Jhoanna Nataly Quintanilla Valle, babysitter quarantenne scomparsa da settimane, durante quello che ha definito un “gioco erotico finito male”. La tragica vicenda, che ha sconvolto il quartiere Bicocca di Milano, è emersa dopo una settimana di indagini serrate, durante le quali l’uomo aveva inizialmente fornito versioni contraddittorie, parlando di un presunto allontanamento volontario della donna e di suoi malesseri psicologici. Le sue dichiarazioni, però, non hanno retto di fronte alle evidenze raccolte dagli inquirenti e ai racconti delle amiche di Nataly, che hanno contribuito a far crollare il suo castello di bugie.

Durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip, Gonzalez ha ammesso di aver stretto le mani intorno al collo della compagna fino a provocarne la morte, sostenendo che si trattasse di un atto involontario. «Non volevo ucciderla», ha dichiarato, «ma quando mi sono reso conto che non respirava più, mi è preso il panico». A quel punto, secondo la sua ricostruzione, avrebbe nascosto il corpo in un borsone, trasportandolo in auto e abbandonandolo lungo la strada per Cassano d’Adda, in un’area tra Inzago e Treviglio, a cavallo tra le province di Milano e Bergamo.

Le ricerche del corpo di Nataly, coordinate dai carabinieri guidati da Antonio Coppola, si concentrano ora in un’area vasta oltre dieci chilometri, dove si presume sia stato gettato il borsone contenente i resti della donna. Finora, però, non è stata trovata alcuna traccia, elemento che risulta cruciale per confermare la versione fornita da Gonzalez. Le indagini, avviate dopo la scomparsa della babysitter, hanno preso una svolta decisiva quando le telecamere di sicurezza di piazza dei Daini hanno ripreso l’uomo mentre, nella notte tra il 24 e il 25 gennaio, trasportava il borsone verso la sua auto.

Gonzalez, che aveva inizialmente negato ogni coinvolgimento, è crollato sotto il peso delle contraddizioni emerse durante le due ore di interrogatorio. La sua confessione, seppur parziale, ha aperto nuovi scenari per gli inquirenti, che ora devono accertare la dinamica precisa dell’omicidio e verificare l’attendibilità delle sue dichiarazioni. La mancanza del corpo, infatti, rappresenta un ostacolo significativo per ricostruire i fatti con precisione.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.