Tsunami influenzale in Italia: il peggio deve ancora arrivare
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Redazione Salute
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Secondo gli ultimi dati epidemiologici, il Paese è nel pieno di un'ondata influenzale di notevole intensità, che ha già portato a circa cinque milioni di casi di infezioni respiratorie acute dall'inizio della stagione. Uno scenario che, per molti esperti, rappresenta soltanto il preludio di una fase ancora più critica, visto che siamo a meno di un terzo di quello che probabilmente sarà il bilancio finale. Matilde Bassetti, esprimendo una valutazione condivisa da numerosi infettivologi, ha definito la situazione attuale come uno "tsunami", alimentato da un mix esplosivo di varianti virali, tra cui la cosiddetta variante K e il virus H1N1, che sta trovando un terreno estremamente fertile per la sua diffusione.
Il Piemonte in testa e i numeri della diffusione
Le regioni italiane stanno registrando tassi di incidenza diversi, con il Piemonte che attualmente guida la classifica per numero di contagi. I dati aggregati, come quelli diffusi da Pool Pharma, parlano di quasi quattro milioni di italiani costretti a letto dal virus, con un incremento settimanale che sfiora i settecentomila nuovi casi. L'Istituto Superiore di Sanità, attraverso il rapporto della sorveglianza RespiVirNet, conferma questa tendenza in netta crescita: nella settimana tra l'8 e il 14 dicembre l'incidenza totale delle infezioni respiratorie acute è salita a 14,7 casi per mille assistiti, un dato in aumento rispetto ai 12,4 del bollettino precedente. La curva epidemica, dunque, continua a salire come atteso in questo periodo dell'anno, avvicinandosi progressivamente al suo apice.
Il periodo delle feste come moltiplicatore del rischio
Il fattore che maggiormente preoccupa gli addetti ai lavori è l'imminente periodo delle festività natalizie. I tradizionali ritrovi, i cenoni e i pranzi in famiglia, infatti, creano le condizioni ideali per un'ulteriore e significativa accelerazione della circolazione virale. È verosimile pensare che l'incidenza crescerà in maniera marcata ancora nella prossima settimana, per poi trovare nel mix di socialità e spostamenti tipico di fine anno un potente moltiplicatore. Le previsioni degli esperti indicano che il picco vero e proprio si collocherà tra Natale e la metà di gennaio, con la possibilità che il numero totale di contagi, entro la primavera, possa raggiungere soglie molto elevate, coinvolgendo in modo particolare le fasce d'età più giovani.
L'attenzione ai bambini e le indicazioni per i genitori
Proprio i bambini piccoli, infatti, sono tra i soggetti più colpiti in queste settimane, con molti costretti a casa da asili nido e scuole dell'infanzia a causa della febbre alta. Per gestire correttamente queste situazioni, evitando sia inutili allarmismi sia pericolose pratiche di automedicazione, la Federazione Italiana Medici Pediatri ha redatto un documento specifico. Il manifesto, intitolato "L'uso appropriato di paracetamolo e ibuprofene nella febbre", vuole essere una guida chiara per i genitori, fornendo indicazioni precise su come affrontare la sintomatologia febbrile nei più piccoli, un aspetto pratico di grande rilevanza nell'ambito di un'epidemia così estesa.




