Il Barça sfiora la rimonta, ma l'Atletico strappa il biglietto per Siviglia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   È stata una notte di quelle che lasciano l'amaro in bocca, mescolato a un pizzico d'orgoglio, quella vissuta al Camp Nou. Il Barcellona, si sa, ha nel suo DNA l'idea della remuntada, una parola che qui ha quasi un sapore mitologico, e ieri sera ci è andato davvero vicinissimo. La squadra di Hansi Flick ha letteralmente dominato il ritorno della semifinale di Coppa del Re, imponendosi con un netto 3-0 sui colchoneros di Diego Simeone, un risultato che però, guardando il tabellino complessivo, non è bastato per ribaltare il pesantissimo 4-0 subito all'andata al Metropolitano. Il pass per la finale del 18 aprile alla Cartuja di Siviglia, dunque, se lo è guadagnato l'Atletico, che torna a giocarsi il trofeo dopo tredici lunghi anni, e lo fa da quel underdog cinico e feroce che ben conosciamo.

La partita dei blaugrana è stata a dir poco straordinaria, e a raccontarla sono soprattutto i numeri e le prestazioni dei singoli. A scatenare l'urlo del Camp Nou, già nel primo tempo, ci ha pensato il giovanissimo Marc Bernal, classe 2007, che con la fame e la determinazione di chi si affaccia al grande calcio ha firmato una doppietta personale. Il primo dei suoi gol, al 29’, è nato dai piedi di un altro ragazzino prodigio, Lamine Yamal, capace di inventarsi un assist al bacio per il tap-in vincente del compagno. Poco prima dell'intervallo, poi, ecco l'episodio che ha fatto infiammare ulteriormente gli animi: un fallo in area di Pubill su Pedri, trasformato freddamente dal dischetto da Raphinha, ha portato le squadre al riposo sul 2-0, facendo sembrare la rimonta non più un miraggio ma un'eventualità concreta.

Nella ripresa, il copione non è cambiato. Il Barcellona ha continuato a spingere con ordine e qualità, schiacciando l'Atletico nella propria metà campo. Juan Musso, il portiere degli ospiti, è stato chiamato più volte agli straordinari per mantenere a galla i suoi, negando la gioia del gol prima a Pedri e poi ancora a Bernal. Ma al 72’, il diciottenne centrocampista blaugrana è riuscito a sfondare ancora il muro avversario, insaccando di prima intenzione un cross di Joao Cancelo e fissando il punteggio sul definitivo 3. Da lì in poi è stata un'autentica e forsennata caccia al quarto gol, quello che avrebbe significato almeno i tempi supplementari: Flick ha persino gettato nella mischia Ronald Araujo come centravanti aggiunto, ma la difesa a tre, anzi a cinque, dell'Atletico ha retto l'urto con i denti, barricandosi e buttando via il pallone in ogni modo pur di sentire il fischio finale.

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