Fitto vicepresidente Ue, Meloni prepara la successione
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Redazione Interno
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La nomina di Raffaele Fitto come vicepresidente esecutivo della Commissione europea rappresenta un passo significativo per i Conservatori di Ecr, che vedono così sdoganata una parte del loro gruppo. Questo evento potrebbe segnare l'inizio di un avvicinamento di Fratelli d'Italia al Partito popolare europeo, anche se non si prevede un ingresso ufficiale a breve termine. Un primo segnale di questa possibile alleanza si avrà nella votazione per la fiducia al secondo mandato presidenziale di Ursula von der Leyen.
Nel frattempo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si prepara a gestire la successione di Fitto, evitando di chiamare questa operazione un "rimpastino", termine che notoriamente non gradisce. La sostituzione di Fitto, infatti, dovrebbe avvenire senza particolari problemi, trattandosi di una semplice sostituzione dopo un'operazione ben condotta dalla premier, che ha portato un esponente italiano alla vicepresidenza esecutiva della Commissione europea.
Questo evento chiude una partita iniziata trent'anni fa, quando nel 1994, durante una ministeriale a Bruxelles, il ministro belga socialista Elio Di Rupo rifiutò di stringere la mano al suo omologo italiano di allora, Pinuccio Tatarella, vicepremier del primo esecutivo di destra. Con la nomina di Fitto, la destra italiana chiude simbolicamente quel capitolo, segnando una vittoria non solo per il partito, ma anche per l'Europa.
La nomina di Fitto e la preparazione della sua successione da parte di Meloni rappresentano un momento cruciale per la politica italiana ed europea, dimostrando la capacità della destra italiana di inserirsi nei meccanismi europei e di ottenere posizioni di rilievo.




