Vitamina D, magnesio e Omega 3: quando integrarli davvero e quali scegliere
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Redazione Salute
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Con l'accorciarsi delle giornate e il ritorno alla routine, torna puntuale la domanda su quali integratori assumere. La vitamina D, in particolare, torna protagonista del dibattito. Una parte di questa vitamina viene prodotta dalla pelle grazie ai raggi UVB, dunque i suoi livelli variano in base alla stagione, all'età, al fototipo e al tempo trascorso all'aria aperta. Non si tratta soltanto della "vitamina del sole": svolge un ruolo fondamentale nel metabolismo del calcio e nella salute delle ossa.
Il paradosso italiano: carenza diffusa nonostante il sole
L'Italia è tra i Paesi europei con la maggiore prevalenza di ipovitaminosi D, un dato che sfata l'idea che il "Paese del sole" sia automaticamente protetto. Più di nove pazienti geriatrici su dieci presentano livelli bassi di colecalciferolo, ma il problema non riguarda soltanto gli anziani: anche tra i giovani adulti circa una persona su due registra valori non sufficienti.
Un recente studio multicentrico condotto su 500 pazienti adulti afferenti a 21 studi di medicina generale italiani ha rilevato una concentrazione mediana di 25(OH)D pari a 20,4 ng/mL, al di sotto dei livelli ottimali.
Chi ha davvero bisogno della supplementazione
Le linee guida del 2024 della Endocrine Society indicano che gli adulti sani di età inferiore ai 75 anni non necessitano di integratori di vitamina D. La raccomandazione riguarda specificamente alcune categorie: bambini e adolescenti tra 1 e 18 anni, adulti dai 75 anni in su, donne in gravidanza e persone con prediabete ad alto rischio. Sopra i 75 anni, l'assunzione quotidiana di colecalciferolo ha dimostrato di poter ridurre la mortalità del 4%, tanto da essere raccomandata in modo sistematico anche senza documentare preventivamente uno stato carenziale.
Il magnesio: secondo integratore più venduto in Italia
Il magnesio è l'integratore più venduto in Italia dopo la vitamina D, e quello a cui viene attribuito il numero maggiore di sintomi: stanchezza, crampi, insonnia, ansia, mal di testa, palpitazioni. La carenza vera è rara nella persona sana, e i sintomi che le vengono attribuiti sono in larga parte aspecifici.
I LARN della Società Italiana di Nutrizione Umana indicano per l'adulto un'assunzione adeguata di circa 240 mg al giorno, una quantità raggiungibile con l'alimentazione attraverso frutta secca, legumi, cereali integrali e verdure a foglia verde. L'ipomagnesemia clinicamente rilevante è quasi sempre secondaria a cause identificabili come l'uso di diuretici, malassorbimento intestinale o alcolismo cronico.
La questione dell'Omega 3
Tra gli integratori più discussi figura anche l'Omega 3, un gruppo di acidi grassi essenziali che deve essere ottenuto attraverso l'alimentazione. Gli studi disponibili mostrano effetti variabili a seconda del problema di salute considerato. La sua associazione con la salute cardiovascolare è documentata, ma non tutte le persone necessitano di integrarlo: la convenienza dipende da quanto già apporta la dieta e dalla situazione clinica individuale.
Attenzione alle dosi eccessive
La vitamina D è una vitamina liposolubile e, a differenza di quelle idrosolubili, può accumularsi nell'organismo. Assumerne quantità eccessive senza una reale necessità non significa ottenere maggiori benefici e può comportare rischi per la salute. La dose giornaliera raccomandata è di 15 microgrammi (600 UI) per le persone tra 1 e 70 anni e di 20 microgrammi (800 UI) per chi supera i 70 anni. Per il magnesio, il livello massimo di assunzione da integratori è di 350 mg per gli adulti, e dosi elevate possono causare diarrea o disturbi gastrointestinali.
Sinergie e formulazioni combinate
Sul mercato esistono formulazioni che combinano vitamina D3, magnesio e Omega 3 in un unico prodotto, sfruttando le sinergie tra questi nutrienti. Il magnesio contribuisce all'attivazione della vitamina D, mentre la vitamina D favorisce l'assorbimento del magnesio a livello intestinale. Per il magnesio, le forme organiche come citrato e bisglicinato risultano meglio tollerate e assorbite rispetto ai sali inorganici come l'ossido.
La scelta tra le diverse opzioni disponibili dovrebbe comunque basarsi sulle reali necessità individuali e sul parere di un professionista sanitario.
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