Tiziano Ferro, Bocelli e quel duetto mondiale: Sanremo 2026 spiega le carte
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Settantasei edizioni e non sentirle, o forse sì, se si considera che per la prima volta nella storia della Repubblica l’intero cast del Festival è stato ricevuto al Quirinale dal presidente Mattarella, un evento che ha suggellato, se mai ce ne fosse stato bisogno, il ruolo della kermesse non come semplice contenitore di canzonette ma come fenomeno culturale totale, capace di attraversare generazioni e linguaggi, e che quest’anno, dal 24 al 28 febbraio, vedrà Carlo Conti tornare alla guida di una nave carica di stelle, alcune delle quali di magnitudine assoluta, come Tiziano Ferro, atteso nella prima serata di martedì, o Andrea Bocelli, che invece chiuderà il cerchio sabato sera, regalando al pubblico dell’Ariston e a quello domestico l’emozione di un ritorno alle origini, lui che quel palco lo vide lanciato da Pippo Baudo nel lontano 1995 con Con te partirò, un brano che poi ha fatto il giro del mondo -6.
Un parterre di superospiti e il peso della storia
La macchina organizzativa, va detto, ha messo a punto un meccanismo di ospitate che non ha precedenti nella recente storia del Festival, perché se è vero che Tiziano Ferro, reduce dall’album Sono un grande, rappresenta una certezza in termini di presenza scenica e di popolarità – lui che nel 2020 affiancò Amadeus per tutte e cinque le serate – è altrettanto vero che la notizia del duetto tra Eros Ramazzotti e Alicia Keys, annunciato per la terza serata, quella di giovedì 26 febbraio, ha già fatto il giro delle redazioni di mezzo mondo, considerando anche le origini siciliane della cantante americana, un dettaglio che aggiunge un pizzico di romanticismo in più a una collaborazione che vedrà i due interpretare L’aurora in una veste completamente rinnovata -2. E poi ci sono loro, i cantanti in gara, quei trenta Big che si sfideranno con brani inediti e che rappresentano l’anima pulsante della competizione: nomi che spaziano da Tommaso Paradiso a Fedez, che quest’anno ha scelto di presentarsi in coppia con Marco Masini, un’accoppiata che promette di mescolare le acque tra il pubblico più giovane e quello legato alla tradizione, passando per artiste del calibro di Arisa, Patty Pravo e Malika Ayane, senza dimenticare il ritorno di Raf e la conferma di Ermal Meta, in un mosaico sonoro che il direttore artistico ha voluto volutamente eterogeneo -1.
Il Suzuki Stage e il racconto parallelo della città
Ma il Festival, si sa, non vive solo tra le mura dell’Ariston, e lo dimostra l’attenzione crescente per gli spazi esterni, a partire da Piazza Colombo, dove il Suzuki Stage si accenderà sabato 22 febbraio con il grande opening che vedrà protagonisti i vincitori di Area Sanremo 2025, tra cui il giovanissimo Andrea Heros, e una special guest d’eccezione come Senza Cri, il tutto condotto da Daniele Battaglia, il volto scelto da Carlo Conti per animare il palco esterno durante l’intera settimana -5. E se questo rappresenta il cuore pulsante del Festival diffuso, non va dimenticata l’iniziativa Sotto Sanremo, una serie originale RaiPlay che ribalta la prospettiva tradizionale, portando tre giovani conduttrici – Anna-Lou Castoldi, Elisa Maino e Nicole Rossi – in un ex locale abbandonato sotto il Teatro Ariston, da cui commenteranno esibizioni, polemiche e meme, intercettando quel pubblico della Generazione Z che vive il Festival attraverso i second screen e i social network, in un gioco di specchi tra ciò che accade sul palco e ciò che viene rimbalzato nella rete -5.
Il Quirinale e l’abbraccio istituzionale alla musica leggera
E poi c’è stato quel momento, quasi surreale per chi ricorda i tempi in cui la canzone italiana veniva guardata con un certo snobismo dalle istituzioni, in cui il presidente Mattarella ha ricevuto al Quirinale l’intera comitiva, da Laura Pausini a J-Ax, da Leo Gassmann a Fulminacci, e loro, guidati dalla stessa Pausini, gli hanno intonato a sorpresa Azzurro di Celentano, con il Capo dello Stato che, sorridendo, ha scherzato sul fatto che all’asilo gli avevano insegnato a non cantare per non turbare il coro -2. Un’immagine potente, che ha restituito l’idea di una manifestazione ormai pienamente riconosciuta nel suo valore di contributo alla vita culturale del Paese, come ha sottolineato lo stesso Mattarella, e che ha permesso ad artisti spesso etichettati come semplici intrattenitori di sentirsi parte di qualcosa di più grande, al punto che Laura Pausini, visibilmente commossa all’uscita, ha parlato di rarità nel vedere le istituzioni esporsi in quel modo, mentre J-Ax, con la sua consueta verve, ha rimarcato come il presidente avesse riconosciuto la musica italiana come parte importante del Prodotto Interno Lordo, una boccata d’ossigeno per chi quel mestiere lo fa con impegno e disciplina -2.
Il ritorno di Gianluca Gazzoli per le Nuove Proposte
Parallelamente alla gara dei Big, prende forma anche il capitolo dedicato ai giovani, con l’annuncio che Gianluca Gazzoli, voce di Radio Deejay e creatore del podcast di successo Passa dal BSMT, sarà il conduttore delle due serate dedicate alle Nuove Proposte, mercoledì 25 e giovedì 26 febbraio, un ruolo che gli calza a pennello considerando la sua capacità di dialogare con le nuove generazioni di artisti e con quel pubblico che lui stesso ha contribuito a formare attraverso le sue interviste lunghe e senza filtri, in cui ha ospitato personaggi del calibro di Valentino Rossi e Ben Affleck -3. Un’altra tessera di un mosaico che, tra conferme e sorprese, si sta compiendo sotto gli occhi di un pubblico che, complice anche la concomitanza con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, ha dimostrato di avere una fame inesauribile di spettacolo, di musica e di quelle storie che solo il Festival di Sanremo, con la sua capacità di mescolare alto e basso, tradizione e innovazione, sa raccontare come nessun altro.




