La Bce taglia i tassi, l'Europa e l'America divergono
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Redazione Economia
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Il mercato finanziario è in fermento in vista della decisione della Banca Centrale Europea (Bce) di ridurre il costo del denaro. Questa mossa, attesa per domani, arriva in un momento di incertezza, con l'inflazione che continua a preoccupare nonostante gli sforzi per tenerla sotto controllo.
Il taglio dei tassi della Bce
La Bce è pronta a tagliare i tassi di interesse di un quarto di punto. Questa decisione, sebbene attesa, non elimina le incertezze sul ritmo futuro di allentamento monetario. Secondo Shaan Raithatha, senior investment strategist di Vanguard, dopo questo primo taglio di 25 punti base, i futuri tagli dovrebbero seguire una cadenza trimestrale, portando il tasso sui depositi a un livello neutrale (2-2,5%) entro la fine del 2025.
L'impatto del taglio dei tassi
Il taglio dei tassi da parte della Bce avrà un impatto marginale se non sarà seguito da ulteriori misure. Il rischio per l'eurozona nei prossimi mesi è che le decisioni di Francoforte saranno influenzate non solo da fattori interni, ma anche esterni. Il mercato dà per scontato che giovedì la Bce annuncerà il primo taglio dei tassi, probabilmente di 25 punti base, dopo la più veloce stretta monetaria della sua storia, avviata tre anni fa per fermare una corsa dei prezzi inizialmente sottovalutata.
La divergenza tra Europa e America
Mentre in Europa si prevede un taglio dei tassi, la Federal Reserve degli Stati Uniti ha annunciato che i tassi di interesse rimarranno fermi a questi livelli (5,25-2,5%) per un periodo prolungato. Questa decisione è dovuta al fatto che l'inflazione negli Stati Uniti non è dove la Fed vorrebbe che fosse, cioè su una traiettoria vicina al 2% nel medio periodo. Questa divergenza tra le politiche monetarie delle due aree potrebbe avere importanti ripercussioni sul mercato globale.




