Il Barcellona saluta la Champions, l’Atletico si scatena sui social. Nel mirino c’è anche Yamal

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’eliminazione nei quarti di finale di Champions League, nonostante la vittoria per 2-1 nel ritorno al Riyadh Air Metropolitano, ha lasciato il Barcellona a guardare, ma ha scatenato l’umorismo feroce dell’Atletico Madrid. I colchoneros, forti del 3-2 complessivo maturato dopo il 2-0 dell’andata, hanno trasformato la qualificazione alle semifinali in una vera e propria campagna social fatta di frecciate e meme, dove nessun dettaglio – dall’erba del campo alle pose del giovane avversario – è stato risparmiato. La vittoria sul campo, insomma, per la squadra di Simeone non era sufficiente: serviva consacrare il momento anche nell’arena digitale, e l’occasione è stata colta al volo.

L’arte della provocazione: il caso dell’erba e la "lezione" a Lamine Yamal

Tra i post che hanno fatto più discutere, spicca inevitabilmente quello che ritrae Antoine Griezmann, Ademola Lookman, Alexander Sorloth e Julian Alvarez con occhiali da sole e cuffie; una chiara presa in giro della foto di Lamine Yamal, il quale – prima del match – aveva pubblicato uno scatto simile per evocare la rimonta, ispirandosi a LeBron James. Il 18enne, che pure era andato in gol al Metropolitano (mettendo a segno l’1-0 già al 4’ dopo un errore di Lenglet), è diventato così il bersaglio preferito dei tifosi e del club rivale, che ne hanno ridimensionato l’impresa con una ironia tagliente. Ma non è finita qui: l’Atletico ha anche parafrasato il celebre motto "Més que un club" dei blaugrana, trasformandolo in "Atlético de Madrid. Más que un club", condito da un video dei giocatori in festa con la tribuna, un’appropriazione simbolica del marchio identitario catalano.

Il leone che diventò un cagnolino e il retrogusto dell’erba tagliata

L’arsenale retorico dei colchoneros si è spinto fino a toccare la querelle tecnica che aveva infiammato la vigilia, ovvero la presunta irregolarità dell’altezza del manto erboso del Metropolitano. Una lamentela sollevata da Hansi Flick e dal club catalano, prontamente respinta dalla UEFA, ha fornito agli spagnoli l’occasione per un altro sfottò. "Adoriamo l’odore dell’erba appena tagliata al mattino", hanno scritto i madrileni, citando la celebre frase di "Apocalypse Now" e liquidando con disprezzo le lamentele avversarie. E se la polemica sul verde è stata risolta con una battuta, l’altro meme virale ha visto un leone – chiaro simbolo del Barcellona – trasformarsi in un docile cagnolino, a sottolineare come la minaccia percepita dai biancorossi fosse, alla fine, del tutto innocua. Lookman, autore del gol decisivo che ha ribaltato gli equilibri nella gara di ritorno, è stato celebrato con l’immagine di un falco che mimava il gesto del silenzio, un’immagine di potenza e controllo a completare il quadro.

La moviola e la stanchezza: gli episodi che hanno chiuso il cerchio

Sul terreno di gioco, l’arbitro francese Clement Turpin ha avuto un ruolo cruciale nel gestire una tensione che non si è mai placata. Dopo le proteste del Barcellona per un possibile rigore su Dani Olmo nel primo tempo, la gara è stata segnata dall’annullamento del 3-0 di Ferran Torres per un fuorigioco millimetrico e, nei minuti finali, dall’espulsione di Eric Garcia. Una decisione, quest’ultima, arrivata dopo la revisione al Var per un fallo su Sorloth, che ha lasciato i catalani in dieci uomini e ha spento definitivamente le speranze di rimonta. Un dato storico, peraltro, ha accompagnato l’epilogo: l’Atletico Madrid ha eliminato il Barcellona in tutte e tre le occasioni in cui le due squadre si sono incrociate nella fase a eliminazione diretta della massima competizione europea. Una statistica che pesa come un macigno sull’addio alla coppa dei blaugrana, mentre l’Atletico si prepara ad affrontare il vincente di Arsenal e Sporting Lisbona, lasciandosi alle spalle una rivalità che sui social, è evidente, non smetterà di bruciare.

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