Roma-Atalanta, il duello tra Palladino e Gasperini vale una fetta di Europa

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Redazione Sport Redazione Sport   -   All’Olimpico, dove il tardo pomeriggio romano lascia spazio ai riflettori della serata, si consuma un incrocio che profuma di classifica e di eredità tecnica. La 33ª giornata di Serie A 2025-26 mette di fronte Roma e Atalanta in un confronto, quest’ultimo, che va ben oltre la semplice contesa per i tre punti. Da una parte c’è Raffaele Palladino, l’allievo che ha assorbito la lezione del maestro, dall’altra Gian Piero Gasperini, l’architetto del gioco offensivo bergamasco da cui Palladino stesso ha preso più di uno spunto. Il Como, va ricordato, è scivolato inopinatamente sul campo del Sassuolo (2-1 il finale per i neroverdi), e questo scivolone ha aperto una voragine nella corsa al piazzamento europeo: sia i giallorossi sia la Dea, attualmente, possono agganciare i lariani a quota 58 sfruttando questa occasione.

Le scelte di Gasperini: l’esperienza sulle fasce e la fiducia a Malen

Gasperini, fedele al suo credo di duttilità tattica, ha diramato la formazione ufficiale con qualche sorpresa relativa. Tra i pali si sistema Svilar, protetto da una linea difensiva composta da Mancini, Ndicka ed Hermoso. Un terzetto, quello scelto dal tecnico ex Genoa, che cerca di bilanciare la spinta offensiva con la necessaria copertura. A centrocampo, l’asse orizzontale è affidato a Celik e Rensch sulle corsie esterne, laddove in mezzo agiscono Cristante ed El Aynaoui – quest’ultimo preferito ad altri interpreti forse più fisici ma meno dinamici. Davanti, la vera scommessa: Soulé ed El Shaarawy agiscono alle spalle di Malen, unica punta designata. Una scelta, quella dell’olandese, che premia la velocità e la capacità di attaccare la profondità, elementi che Gasperini spera possano mettere in difficoltà la retroguardia orobica.

Palladino risponde col blocco e rilancia Krstovic

Dall’altra parte della barricata, Palladino non si lascia intimorire e rilancia con un assetto che ha il sapore della continuità, ma non senza ritocchi. Risponde con Carnesecchi tra i pali, mentre la difesa è quella che ormai si può definire il "blocco": Scalvini, Djimsiti e Kolasinac, schierati senza soluzione di continuità. Una linea che è costretta a fare a meno di Hien, ancora ai box e non incluso nei convocati – la cui lista, va detto, non era stata diramata in anticipo. A centrocampo, la novità più rilevante riguarda la presenza di Bellanova, mentre sulla trequarti torna Raspadori a supporto del terminale offensivo. E proprio l’attacco è il punto più discusso: Palladino punta su Krstovic e non su Scamacca, lasciando l’italiano in panchina assieme a Zalewski. Il montenegrino, così, riceve fiducia come riferimento centrale, forte di due cambi rispetto alla formazione tipo delle ultime tre partite: fuori anche Bernasconi, segno che il tecnico cerca un equilibrio diverso per scardinare la difesa avversaria.

Il peso specifico di una sfida tra passato e presente

Questa partita, insomma, assume i contorni di un esame a tutti gli effetti. Per Palladino, affrontare Gasperini significa misurarsi con l’impronta che il collega più esperto ha lasciato nel calcio italiano: un calcio fatto di ripartenze fulminee, fluidità e pochi punti di riferimento statici. La Roma, dal canto suo, cerca di approfittare del fattore Olimpico e della spinta di un pubblico che non perdona distrazioni. Dall’altro lato, l’Atalanta vuole dimostrare che il cambio generazionale in panchina non ha intaccato la capacità di lottare per le posizioni nobili. La scelta di lasciare in panchina Pisilli (a centrocampo per i giallorossi) parla chiaro: si cerca più esperienza e meno frenesia, quantomeno nella prima frazione. E mentre Soulé ed El Shaarawy cercheranno di creare superiorità numerica, Raspadori e Krstovic proveranno a dialogare per eludere la marcatura dei tre centrali romanisti.

L’Olimpico aspetta il verdetto del campo

Il fischio d’inizio è fissato per le 20:45, e intorno all’impianto di viale dei Gladiatori l’attesa è palpabile. Non si tratta solo di una gara secca: è un crocevia che potrebbe ridisegnare le gerarchie nella lotta al quinto posto, sempre che le dirette concorrenti non allunghino ulteriormente. Gasperini punta sulla verve di Malen e sulla capacità di El Shaarawy di accentrarsi, mentre Palladino scommette sulla fisicità di Krstovic e sulla fantasia di Raspadori. Entrambi sanno che un passo falso, in questo momento della stagione, rischia di compromettere un intero percorso. Resta solo da vedere quale delle due anime – quella più rodata del "maestro" o quella più ambiziosa dell’"allievo" – saprà imporre il proprio ritmo.

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