Le Borse frenano tra Medio Oriente e chip: petrolio alto, Mps nel mirino

Le Borse frenano tra Medio Oriente e chip: petrolio alto, Mps nel mirino
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Redazione Economia Redazione Economia   -   La tregua sui mercati finanziari dura lo spazio di un mattino, e già a metà seduta i listini europei mostrano i segni di una fragilità che ormai conosciamo bene. A Piazza Affari l'attenzione si concentra sul consiglio di amministrazione di Banca Mps, chiamato a esprimere una valutazione preliminare sull'offerta di Intesa Sanpaolo, mentre l'andamento del settore tecnologico continua a dettare l'agenda, per certi versi paradossalmente.

Il colosso taiwanese Tsmc ha infatti presentato conti trimestrali da record, con un balzo dell'utile netto del 77 per cento che ha superato le attese più rosee degli analisti, eppure il titolo ha subito una flessione, trascinando con sé l'intero comparto.

Il paradosso Tsmc e il crollo dei chip asiatici

I numeri di Tsmc non hanno placato i dubbi degli investitori, che dopo mesi di entusiasmo per l'intelligenza artificiale iniziano a interrogarsi sulla sostenibilità di valutazioni ormai stellari. La seduta asiatica aveva già dato il tono, con Seul che ha toccato un ribasso del 5 per cento e le azioni di SK Hynix crollate dell'11 per cento, mentre Samsung Electronics ha lasciato sul campo oltre il 7 per cento.

Le prospettive solide del gigante taiwanese, insomma, non sono bastate a fugare il timore di una bolla speculativa che potrebbe sgonfiarsi più rapidamente del previsto, e a pesare sul sentiment degli operatori rimane anche l'incognita geopolitica legata al Medio Oriente, che tiene alta la tensione sull'andamento dei prezzi energetici.

Il petrolio si mantiene alto e lo Stretto di Hormuz resta un'incognita

Le quotazioni del petrolio, pur mostrando un lieve cedimento, restano su livelli elevati: il Brent viaggia poco sotto la soglia degli 85 dollari al barile, mentre il gas naturale si attesta a 55 euro al megawattora. A sostenere i prezzi contribuisce in modo determinante l'ultima escalation del conflitto nell'area dello Stretto di Hormuz, un punto nevralgico per il traffico delle petroliere attraverso il quale transita una quota significativa del greggio mondiale.

L'allarme sulle scorte statunitensi, di recente segnalato, aggiunge un ulteriore elemento di nervosismo, in uno scenario in cui ogni tensione geopolitica rischia di tradursi in un rincaro delle materie prime.

Milano chiude sotto la parità e le banche restano al centro della scena

La Borsa di Milano ha chiuso la seduta poco sotto la parità, con un andamento che ha risentito in particolare del tracollo di Stmicroelectronics, scesa di quasi il 5 per cento. Le altre piazze europee hanno offerto un quadro contrastato: Parigi e Francoforte hanno chiuso in calo, mentre Londra e Amsterdam hanno archiviato la giornata in territorio positivo.

A catalizzare l'interesse degli operatori italiani è stato il consiglio di amministrazione di Mps, convocato per discutere l'offerta di Intesa Sanpaolo, un'operazione che potrebbe ridisegnare gli equilibri del sistema bancario nazionale e sulla quale pesano le valutazioni dell'Antitrust e della vigilanza europea. Nel frattempo, il settore creditizio resta sotto la lente anche per i target price alzati da KBW sui principali istituti.

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