Trump scuote Davos, impatto immediato sui mercati

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Redazione Economia Redazione Economia   -   A Davos, come previsto, il presidente Donald Trump ha affrontato con decisione i dossier più caldi, dall'economia all'energia, fino alla politica monetaria. Invitando le aziende a produrre in America, ha promesso tasse più basse, mentre ha dichiarato che chiederà ai sauditi di abbassare il prezzo del petrolio. Queste parole hanno avuto un effetto immediato sul greggio, ma hanno anche permesso alle Borse europee di chiudere la seduta del 23 gennaio sui massimi di giornata.

A Milano, il FTSE MIB ha guadagnato lo 0,7%, superando nuovamente la soglia simbolica dei 36mila punti, trainato dal comparto bancario. Unicredit, al centro del risiko nel settore con l'investimento in Commerz e l'offerta su Banco Bpm, ha chiuso con un rialzo del 2,5%. Anche Bper (+2,38%), Intesa Sanpaolo (+1,96%) e Popolare Sondrio (+1,62%) hanno registrato buone performance, con quest'ultima che presenterà il nuovo piano industriale a fine febbraio. Tra i migliori anche Snam (+2,13%) dopo il nuovo piano.

Le principali Borse europee hanno chiuso in rialzo: Francoforte ha guadagnato lo 0,74% con il Dax a 21.411 punti, Parigi ha registrato un +0,7% con il Cac-40 a 7.892 punti, mentre Londra ha segnato un +0,23% con il Ftse 100 a 8.565 punti. La giornata positiva per il comparto finanziario ha posizionato Piazza Affari in territorio positivo, con Unicredit che si è distinta come la migliore, mentre Ferrari ha chiuso in calo.

Le dichiarazioni di Trump a Davos hanno avuto un impatto immediato sui mercati, con le Borse europee che hanno chiuso in rialzo, trainate dal settore bancario e dalle aspettative di una politica monetaria più accomodante.

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