Federer, gli infortuni di Sinner e Alcaraz e il sogno mai realizzato: "Una partita contro Carlos"
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Redazione Sport
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Nella sua longeva e proficua carriera, c'è sempre stato un dettaglio, a volte sottovalutato, che ha aumentato l'aura di immortalità intorno a Roger Federer: una gestione del fisico esemplare. Lo svizzero, che ha giocato ad alti livelli fino a 39 anni, raramente ha avuto gravi problemi di infortuni o è stato costretto per motivi di salute a rinunciare ai grandi tornei. Non a caso è stato capace di giocare 81 Slam di fila, vuol dire non saltare neanche un Major per più di 20 anni.
Il ritorno a New York e l'addio al pubblico americano
Roger Federer è tornato a New York. Dopo l'ultima apparizione nel 2019, il leggendario tennista svizzero non aveva più calcato il cemento di Flushing Meadows e trovato il modo di dire addio al pubblico americano. Anche per questo, quattro anni dopo il suo ritiro, gli Us Open hanno deciso di organizzare un ultimo saluto in grande stile alla leggenda del tennis. Federer è tornato ad allenarsi sui campi degli Us Open - anche in compagnia di Lorenzo Musetti - e parteciperà a un attesissimo match di esibizione con altre stelle del tennis passato: Andy Roddick, Andre Agassi e John McEnroe.
Un'occasione speciale per lo svizzero, che ha ammesso di essere emozionato all'idea di tornare in campo sull'Arthur Ashe: "Non gioco un singolo set da cinque anni, da Wimbledon contro Hurkacz. Non so come andrà domani, c'è molta incertezza ma tanta felicità di poter tornare sull'Arthur Ashe, un posto dove ho vissuto tanti momenti bellissimi". L'evento, in programma martedì 25 agosto, prevede un set di singolare contro Roddick e un set di doppio in cui Federer farà coppia con McEnroe contro Roddick e Agassi.
"Il ginocchio non ce la fa più": niente ritorno professionistico
A 45 anni, Roger Federer ha spento qualsiasi illusione su un possibile ritorno alle competizioni ufficiali. Alla domanda se potesse immaginare un rientro simile a quello di Serena Williams, lo svizzero è stato categorico: "No, no, no, no. No, per niente". Ha poi spiegato: "Dovrei entrare nel programma antidoping, ci sono troppi ostacoli. Sono troppo impegnato, trovo a malapena il tempo per giocare le esibizioni, figuriamoci per il circuito. E il corpo è finito".
Il problema al ginocchio, che lo ha costretto a tre interventi chirurgici e a ritirarsi nel 2022, rappresenta un limite insormontabile. "Il ginocchio non ce la fa più, è stanco. La mente non può essere ancora più paziente e aspettare altri due anni per vedere cosa succede". Federer si definisce oggi semplicemente un appassionato che guarda il tennis con piacere, senza rimpianti.
Il sogno mai realizzato: una partita contro Alcaraz
Proprio il suo problema al ginocchio gli ha impedito, suo malgrado, di incrociare la racchetta con la nuova generazione che oggi domina il circuito. In una conferenza stampa a New York, a pochi giorni dalla sua introduzione nella Hall of Fame, a Federer è stato chiesto con quale tennista di oggi avrebbe voluto giocare un ultimo match. La risposta non ha lasciato spazio a dubbi: "Forse contro Alcaraz, penso che sia un giocatore entusiasmante. Non ho mai avuto l'occasione di giocare contro di lui o contro Sinner. Ci siamo allenati insieme solo un po' quando stavano emergendo.
Purtroppo mi sono perso questa generazione a causa del problema al ginocchio". Il campione svizzero ha espresso rammarico per non aver potuto sfidare ufficialmente Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, due talenti che rappresentano il presente e il futuro del tennis mondiale. "Sarebbe bello anche disputare un ultimo match agli US Open contro di lui", ha aggiunto riferendosi allo spagnolo, "ma non devo preoccuparmi di come dovrei giocare, perché non sono nel tabellone".
La gestione degli infortuni e il calendario dei top player
Federer, che sabato entrerà nella Hall of Fame, ha commentato anche la situazione degli attuali numeri uno, entrambi alle prese con problemi fisici in vista dello Slam newyorkese. "Il momento peggiore per infortunarsi è proprio prima del Roland Garros, perché poi hai Roland Garros e Wimbledon uno dopo l'altro. Ovviamente, questo rende molto più difficile lo Us Open, e lo abbiamo visto con Carlos".
Alcaraz si è fermato ad aprile durante il torneo di Barcellona e da allora ha saltato due Slam e quattro Masters 1000, mentre Sinner ha dovuto rinunciare al Major americano per problemi fisici. L'ex numero uno del mondo ha sottolineato l'importanza di una programmazione equilibrata: "Ho sempre cercato di mantenere un programma equilibrato, con abbastanza riposo, anche se è più facile a dirsi che a farsi. È importante dare priorità a ciò che conta davvero per te. Non puoi essere al 100% venti volte l'anno".
Un consiglio che risuona come un insegnamento per le nuove stelle del tennis, costrette a destreggiarsi tra un calendario sempre più fitto e le aspettative di vittoria in ogni torneo.
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