Maria lanciata senza corda nel vuoto, il ponte delle tragedie sarà demolito

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il ponte alto quaranta metri da cui una giovane studentessa è precipitata nel vuoto senza alcuna corda di sicurezza, per quella che doveva essere un'attività di rope jumping, sarà demolito. Lo hanno annunciato le autorità brasiliane, che hanno già circondato il cosiddetto "Ponte Scheletro" con barriere e trincee per impedire ulteriori accessi.

La struttura, un viadotto ferroviario abbandonato situato a Limeira, nello stato di San Paolo, è al centro di un'indagine che ha portato all'arresto di tre istruttori, i quali avrebbero lanciato Maria Eduarda Rodrigues de Freitas, 21 anni, senza averla assicurata all'imbracatura di sicurezza.

La dinamica dell'incidente e le indagini

Sabato 13 giugno, la giovane, che aspirava a diventare insegnante di educazione fisica, si era recata sul Ponte do Esqueleto per praticare rope jumping, una disciplina che, a differenza del bungee jumping, utilizza corde statiche per creare un effetto pendolo orizzontale. Le immagini, che hanno rapidamente fatto il giro del web, mostrano due istruttori con il casco bianco sollevare la ragazza sopra le loro teste, nella posizione "a superuomo", per poi lanciarla nel vuoto.

Un testimone, presente sul posto, urla agli istruttori di agganciare la corda, ma il richiamo arriva troppo tardi: Maria Eduarda precipita per circa quaranta metri, morendo sul colpo. La polizia brasiliana ha arrestato tre uomini, identificati come Luis Felipe Feliciano Egoroff (32 anni), Vitor de Freitas Goncalves (27 anni) e Maicon Fernandes Cintra (42 anni), con l'accusa di omicidio con dolo eventuale, una fattispecie che prevede la consapevolezza del rischio di morte ma la sua assunzione nonostante tutto.

La decisione di demolire il ponte

A seguito della tragedia, lunedì 15 giugno si è tenuto un incontro tra i rappresentanti della Secretaria do Patrimônio da União (SPU), l'ente del governo federale che gestisce il patrimonio dell'Unione, e i sindaci di Limeira e Cordeirópolis. Durante la riunione, il governo federale e le amministrazioni locali hanno concordato all'unanimità sulla necessità di procedere con la demolizione della struttura, considerata ormai un pericolo pubblico.

Il sindaco di Limeira, Murilo Félix, ha dichiarato che l'implosione del ponte rappresenta "una soluzione definitiva per evitare nuovi incidenti e garantire la sicurezza della popolazione". La richiesta di abbattere il viadotto era stata avanzata anche dalla famiglia della vittima, che aveva lanciato un appello accorato alle autorità affinché la struttura venisse rimossa al più presto.

Le misure di sicurezza e le responsabilità

In attesa della demolizione, sono già state attivate misure urgenti per interdire l'area. I governi federali e municipali hanno concordato di installare ulteriori barriere fisiche, cartelli di avvertimento e di riaprire i fossati che erano stati precedentemente realizzati per bloccare l'accesso al ponte, ma che erano stati successivamente riempiti illegalmente.

Il Ponte Scheletro, nonostante fosse abbandonato da anni e la sua proprietà fosse ufficialmente passata all'Unione solo lo scorso maggio, era diventato una meta per gli appassionati di sport estremi, nonostante i divieti e i rischi noti. Il comune di Limeira ha annunciato che farà causa al governo federale per l'omessa gestione e manutenzione della struttura, ritenendo la sua inerzia corresponsabile della tragedia, un'omissione che, secondo le autorità locali, "rende insostenibile e inaccettabile il protrarsi di questa situazione".

Il profilo degli istruttori e le attività illegali

Le indagini hanno rivelato che gli istruttori arrestati operavano per società private come "Entre Cordas" e "Ih Voei", e che sui loro profili social erano presenti numerosi video di salti effettuati dal ponte, alcuni dei quali ritraevano anche bambini. Nonostante la struttura non fosse autorizzata per questo tipo di attività, i video mostrano come l'area fosse frequentemente utilizzata per lanci estremi. Due degli indagati hanno tentato di fuggire dopo la morte della giovane, ma sono stati rintracciati con l'aiuto di un elicottero militare.

La polizia sta ora indagando per accertare se vi siano altre persone coinvolte nell'organizzazione di queste attività illegali e per verificare se le società che organizzavano i lanci potessero essere a conoscenza dei rischi corsi dai partecipanti.

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