Bergamo ricorda le vittime del Covid nel quinto anniversario
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Redazione Interno
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A Bergamo, il 18 marzo 2020 rimane una data indelebile, un simbolo di un dramma che ha segnato non solo la città ma l’intero Paese. Quel giorno, i camion militari carichi di bare uscivano dal cimitero, immagini che fecero il giro del mondo, diventando l’emblema di una tragedia senza precedenti. Cinque anni dopo, la città e la sua provincia hanno scelto di non dimenticare, dedicando una giornata alla memoria delle vittime del Covid, con iniziative che hanno coinvolto non solo il capoluogo ma anche i comuni più colpiti nei primi mesi della pandemia, come Alzano Lombardo e Nembro.
Le celebrazioni sono iniziate al Cimitero Monumentale, dove alle 10 del mattino si è tenuto un momento di raccoglimento, per poi proseguire verso Palazzo Frizzoni e il Bosco della Memoria, situato nel parco della Trucca. Qui, un’area verde è stata dedicata alle vittime, con alberi piantati in loro ricordo, un gesto che unisce il dolore alla speranza di rinascita.
Ad Alzano Lombardo, epicentro della prima ondata, la commemorazione si è svolta in serata, alle 20, in piazza Italia. Nessun discorso ufficiale, solo silenzio e riflessione, mentre la “Coppa della vita”, la fontana simbolo della rinascita, è stata riaccesa dopo la pausa invernale. «Un momento per ricordare chi non c’è più e per ringraziare chi si è speso per gli altri», ha dichiarato il sindaco Camillo Bertocchi, sottolineando il duplice significato della giornata.
Anche Nembro, Seriate e Clusone hanno partecipato con iniziative locali, dimostrando come il ricordo non sia confinato al solo capoluogo ma si estenda a tutta la Bergamasca, una delle aree più colpite d’Italia. A Nembro, ad esempio, i cittadini si sono riuniti davanti alla Fontana della Comunità, un luogo che negli anni è diventato punto di riferimento per la memoria collettiva.
La giornata non è stata solo un’occasione per ricordare i morti, ma anche per riflettere su quanto accaduto, su quegli errori e quelle mancanze che, come emerso da diverse inchieste, hanno contribuito a rendere la pandemia ancora più devastante. Bergamo, in particolare, è stata al centro di numerose indagini, che hanno portato alla luce ritardi e carenze nella gestione dell’emergenza, soprattutto nelle strutture sanitarie e nelle RSA




