Sanremo si svela, la sala stampa incorona la sua top five: ci sono Arisa, Brancale e Fedez-Masini

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La macchina dei ricordi, oliata dalla voce registrata di Pippo Baudo e dall'emozione di un omaggio doveroso, si è messa in moto puntuale sul palco dell'Ariston, dando il via alla settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo. Carlo Conti, affiancato dalla co-conduttrice fissa Laura Pausini e dal primo degli ospiti serali, l'attore turco Can Yaman, ha condotto la nave della canzone italiana attraverso le prime cinque ore di diretta, un tour de force che ha visto sfilare tutti e trenta i Big in gara. Se l'eco degli interventi di Tiziano Ferro, ospite super atteso per i suoi venticinque anni di carriera, e la simpatia esuberante di Yaman hanno riempito la serata, è stato il verdetto finale, giunto intorno all'una e mezza di notte, a cristallizzare l'attenzione di addetti ai lavori e appassionati. La Giuria della Sala Stampa, Tv e Web ha infatti espresso la sua preferenza, selezionando i cinque artisti che, al termine di questa prima tornata di ascolti, occupano le posizioni di vertice della classifica provvisoria, sebbene comunicate in rigoroso ordine sparso per non svelare graduatorie premature -1.

Tra i favoriti della vigilia, confermati e rilanciati dal voto dei giornalisti, spiccano nomi che rappresentano un ventaglio variegato della musica italiana. Serena Brancale, che molti bookmaker avevano già indicato come la grande favorita per la vittoria finale con la sua "Qui con me", brano intenso e personale dedicato alla madre scomparsa, ha convinto la sala stampa, guadagnandosi un posto in questa ristretta cerchia -3-9. La sua esibizione, raccontano le cronache, è stata tra le più toccanti della serata. Accanto a lei, un'altra voce femminile di spessore, quella di Arisa, tornata all'Ariston con "Magica favola" e capace di imporsi all'attenzione dei critici. E poi c'è la giovane Ditonellapiaga, che con "Che fastidio!" ha portato sul palco la sua cifra stilistica irriverente e moderna, trovando il favore degli esperti -1.

La sorpresa Fulminacci e il duetto di esperienze generazionali

A completare il quadro della top five, due presenze che raccontano bene la commistione di generi e generazioni di questo Festival. Da un lato Fulminacci, considerato tra le rivelazioni della prima serata con "Stupida sfortuna", brano che sembra aver colpito nel segno per freschezza e scrittura -4. Dall'altro, l'abbinamento forse più chiacchierato e discusso alla vigilia, quello tra Fedez e Marco Masini. La loro "Male necessario" rappresenta un incontro – o forse uno scontro – di mondi musicali distanti, e il fatto che sia piaciuta alla sala stampa indica una curiosità e un apprezzamento che vanno oltre il semplice tam tam social. Sebbene il brano non sia stato tra i più quotati inizialmente, la coppia ha evidentemente superato il primo scoglio, piazzandosi tra i cinque più votati -3.

L'ombra del fondo della classifica, tra quote e incognite

Mentre la top five gode dei riflettori, un altro tipo di interesse, forse più sotterraneo ma non meno sentito da scommettitori e appassionati, si concentra sull'altro capo della graduatoria. Se i bookmaker avevano inizialmente puntato i riflettori su Serena Brancale come possibile trionfatrice, le loro attenzioni si erano rivolte anche a chi rischia di rimanere inghiottito dal fondo. Secondo le analisi pre-festival, i nomi che circolavano con maggiore insistenza per l'ultimo posto erano quelli di Elettra Lamborghini e Samurai Jay -3-9. La Lamborghini, nonostante una presenza scenica dirompente e un seguito social importante, veniva data dagli esperti come possibile fanalino di coda, una previsione che solo lo sviluppo delle prossime serate potrà confermare o smentire. Samurai Jay, con il suo brano "Ossessione", partiva con i favori del pronostico per la trentesima piazza, un'etichetta scomoda che il cantante dovrà cercare di scrollarsi di dosso -8.

Del resto, la storia del Festival insegna che una partenza in sordina o un pronostico negativo possono trasformarsi in un boomerang mediatico positivo, o viceversa, che il giudizio della sala stampa è solo il primo tassello di un mosaico che nei prossimi giorni vedrà l'ingresso in scena del peso determinante del televoto e della giuria delle radio. La strada verso la finale di sabato è ancora lunga, e la classifica odierna, sebbene lusinghiera per chi ne fa parte, non è che una fotografia provvisoria, destinata a essere sovrascritta dalle preferenze del pubblico da casa e dai nuovi ascolti.

Nostalgia, musica e qualche imperfezione sul maxischermo

A impreziosire la prima serata, al di là della gara, ci hanno pensato i momenti di intrattenimento puro e gli omaggi istituzionali. La presenza di Can Yaman ha portato una ventata di internazionalità e un pizzico di sana irruenza giovanile, mentre la Pausini ha fatto da collante affettuoso tra un'esibizione e l'altra. Non sono mancati i momenti topici, come l'ovazione per il ricordo del maestro Peppe Vessicchio, e le incursioni musicali di Max Pezzali dalla nave da crociera o di Gaia da Piazza Colombo -5. La celebrazione degli ottant'anni della Repubblica, affidata alla testimonianza della centenaria Gianna Pratesi, è stata però segnata da un errore grafico sul ledwall, dove è apparsa la scritta "Repupplica", un refuso che ha subito fatto il giro del web, aggiungendo un pizzico di imprevisto a una macchina solitamente perfetta -7.

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