Sanremo 2026, la notte delle cover incorona Ditonellapiaga ma il teatro fischia per Arisa
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Avevamo bisogno, in questo Festival, di una serata come quella di venerdì: una boccata d’ossigeno, un tributo alla memoria musicale collettiva che fosse anche capace di regalare emozioni genuine e, nel rispetto della tradizione più autentica della kermesse, qualche inevitabile polemica. La quarta serata della 76esima edizione del Festival di Sanremo, quella dedicata alle cover e ai duetti, ha centrato pienamente l’obiettivo, risvegliando l’Ariston e il pubblico da casa con un mix di energia, virtuosismo e, soprattutto, una classifica a sorpresa che ha fatto discutere. A trionfare, al termine di una maratona lunga e ricca di colpi di scena, è stata la coppia formata da Ditonellapiaga e TonyPitony, la cui interpretazione di "The Lady Is a Tramp" — il classico reso celebre da Frank Sinatra — ha convinto la giuria della sala stampa, quella delle radio e il pubblico da casa, conquistando il primo posto con una prova che molti hanno definito a tutto tondo, capace di unire canto e danza in un'unica, perfetta sintesi performativa.
Se la vittoria della serata è andata a un'interpretazione moderna e spigliata di un grande standard, il podio ha riservato piacevoli conferme ma anche più di una sorpresa. Al secondo posto si sono piazzati Sayf, Alex Britti e Mario Biondi con una versione travolgente di "Hit the Road Jack" di Ray Charles, un’esibizione che ha trasformato il palco in una celebrazione dell’anima più autentica del rhythm and blues, con Biondi e Britti nei panni di una sorta di moderni Blues Brothers. È stato però il terzo gradino del podio a innescare le prime, significative reazioni da parte del pubblico in sala: Arisa, accompagnata dalla maestosa presenza del Coro del Teatro Regio di Parma, ha regalato una versione intensa e profondamente commovente di "Quello che le donne non dicono", il brano manifesto di Fiorella Mannoia. E proprio quando Carlo Conti ha annunciato il suo terzo posto, dal teatro è partito un coro di fischi, un segnale inequivocabile che il pubblico dell’Ariston non condivideva appieno le scelte della giuria, ritenendo probabilmente l’esibizione di Arisa meritevole di un posizionamento più alto.
Emozioni e look sul palco, dai ritmi latini di Elettra Lamborghini ai fischi per la classifica
La serata, del resto, era stata fin dall’inizio un vero e proprio caleidoscopio di generi e suggestioni. Mentre la competizione musicale procedeva con le sue sorprendenti contaminazioni — come l’esibizione di Elettra Lamborghini con le spagnole Las Ketchup, che hanno letteralmente trascinato l’Ariston in un ballo collettivo sulle note di "Asereje" — fuori e dentro il teatro si consumava anche un’altra gara, quella dei look, che ha visto brillare la luce della moda e, come sempre, qualche provocazione. Laura Pausini, affianco a Carlo Conti e alla splendida Bianca Balti, ha sfoggiato abiti di Alberta Ferretti che hanno portato una ventata di colore e piume dopo il diluvio di total black delle sere precedenti, mentre Mara Sattei ha confermato il suo gusto per la drammaticità sartoriale con un abito d’archivio di Vivienne Westwood. Ma la vera regina indiscussa della passerella è stata la supermodella russa Irina Shayk, ospite della serata, che ha sfilato con una serie di look d’archivio firmati Givenchy da Riccardo Tisci; qualcuno, in platea e sui social, l’ha criticata giudicando le sue scelte troppo audaci per il palco dell’Ariston, ma lei, forte di una carriera internazionale che l’ha vista calcare le passerelle più importanti del mondo con abiti ben più audaci, ha proseguito imperterrita per la sua strada, dimostrando una volta di più che la moda, a certi livelli, segue leggi proprie.
Gialli in classifica e polemiche dietro le quinte per le regole del regolamento
Se i fischi per Arisa hanno rappresentato la punta più evidente del dissenso popolare, la classifica ha offerto altri spunti di riflessione e motivi di discussione tra gli addetti ai lavori. Colpisce, ad esempio, l’assenza nella top ten di coppie attesissime come quella formata da Fedez e Marco Masini, che hanno interpretato "Meravigliosa creatura" di Gianna Nannini accompagnati dal violoncellista Hauser, o il duetto tra Francesca Michielin e l’amico di vecchia data, esclusi dalla graduatoria finale nonostante il calore del pubblico. Dietro le quinte, poi, non sono mancate le scintille, con Alessandro Gassmann che ha utilizzato i social per esprimere tutto il suo dissenso nei confronti dell’organizzazione: l’attore, padre di Leo Gassmann in gara, ha rivelato di aver avuto un diniego a partecipare al Festival per presentare una serie tv proprio in quanto genitore di un cantante in gara, salvo poi vedere Gianni Morandi salire sul palco per duettare con il figlio Tredici Pietro, una disparità di trattamento che gli è parsa incomprensibile e che ha voluto sottolineare pubblicamente, parlando di regole che non sembrano valere per tutti. Una serata, insomma, che ha confermato come Sanremo sia molto più di una semplice gara canora, ma un complesso organismo in cui musica, moda, polemiche e sentimenti si intrecciano indissolubilmente.
Dopo il palco dell'Ariston, si riaccendono i riflettori sui tour estivi in Sicilia
Mentre l’attenzione è tutta concentrata sugli ultimi verdetti del Festival, per molti artisti è già tempo di guardare al futuro prossimo, fatto di palchi e di pubblico dal vivo. La macchina dei tour estivi, infatti, è già in moto e la Sicilia si prepara ad accogliere diversi protagonisti di questo Sanremo 2026. Il rapper napoletano Luchè, che nella serata delle cover ha duettato con Gianluca Grignani in "Falco a metà", porterà il suo "Labirinto" al PalaRescifina di Messina il prossimo 26 marzo, mentre Serena Brancale, che ha incantato con la sua vocalità jazz, è attesa sull’isola il 12 giugno per una delle sue date estive. E non sono gli unici: Sal Da Vinci, reduce dal successo del suo "Per sempre sì" e dalla cover di "Cinque giorni" con Michele Zarrillo, ha annunciato un tour nei teatri che farà tappa il 5 novembre al Teatro Metropolitan di Catania, in un contesto più intimo che promette di valorizzare il suo repertorio. Artisti che, dopo aver condiviso le emozioni del palco ligure, si preparano a incontrarsi nuovamente con il loro pubblico, in un ideale passaggio di testimone tra la kermesse invernale e le notti calde dell’estate mediterranea.




