Bitcoin scende sotto gli 82mila dollari dopo i dazi di Trump, tra timori e correzioni di mercato
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Redazione Economia
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Milano, 3 aprile – Le criptovalute, dopo l’annuncio dei nuovi dazi commerciali voluti dall’amministrazione Trump, hanno subito un brusco calo, riflettendo il clima di incertezza che ha investito i mercati globali. Bitcoin, che aveva sfiorato i 90mila dollari solo qualche settimana fa, è tornato sotto quota 82mila, toccando un minimo di 81.187 dollari prima di stabilizzarsi attorno agli 81.780, con un calo del 3,5% nelle ultime ore. La mossa del presidente americano, che ha imposto tariffe reciproche a partire dal 10% sui Paesi che applicano dazi alle merci statunitensi, ha innescato una reazione a catena, trascinando nel rosso non solo le borse ma anche il settore crypto, spesso considerato un bene rifugio ma ora in piena fase correttiva.
L’ordine esecutivo firmato da Trump il 2 aprile, in occasione di un evento alla Casa Bianca, ha sfruttato poteri di emergenza, alimentando timori di una possibile recessione e spaccando gli analisti sugli effetti a lungo termine. Se da un lato c’è chi sostiene che si tratti di una mera correzione tecnica, altri vedono in questa frenata il segnale di un’inversione di tendenza, complici le tensioni commerciali che potrebbero ridurre la liquidità disponibile per asset considerati rischiosi.
A farne le spese, oltre a Bitcoin, sono state anche le altcoin, mentre Wall Street registrava perdite a doppia cifra per alcune big company con catene di produzione all’estero. Nike, Apple e Dell, così come Ralph Lauren, hanno visto crollare le quotazioni, soprattutto quelle legate a Paesi come Cina e Vietnam, colpiti dai dazi più elevati. Il prevedibile tonfo delle borse americane ha così trascinato con sé il mercato crypto, dove l’effetto leva ha amplificato le oscillazioni.
Quello che emerge è uno scenario macroeconomico in rapida evoluzione, dove le mosse protezionistiche di Washington rischiano di alterare gli equilibri non solo del commercio internazionale, ma anche dei mercati finanziari e delle valute digitali. Se da un lato alcuni trader scommettono su un rimbalzo tecnico, altri preferiscono liquidare le posizioni in attesa di maggiore stabilità. Intanto, le quotazioni dei future sui tagli dei tassi a maggio volano, segno che gli investitori si aspettano interventi delle banche centrali per calmierare gli effetti del protezionismo




