L'influenza K avanza verso il picco, ospedali sotto pressione in tutta Italia

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La curva epidemica dell’influenza stagionale 2025-2026, che aveva già mostrato un esordio più precoce e costante, ha imboccato una fase di netta accelerazione, spingendo i sistemi sanitari regionali in uno stato di allerta diffuso. I dati del sistema di sorveglianza “RespiVirNet”, del resto, non lasciano spazio a interpretazioni: nella sola Emilia-Romagna, durante la cinquantunesima settimana dell’anno, sono state colpite da sindromi respiratorie acute ben 75.631 persone, un numero che si traduce in un’incidenza settimanale di 19,39 casi ogni mille assistiti. Un incremento significativo, quello registrato tra il 15 e il 22 dicembre, che trova un preciso riscontro a livello nazionale, dove i contagi hanno toccato quota 950mila nella settimana dal 15 al 21 dicembre, con un’incidenza salita a 17,1 casi per mille assistiti.

La pressione sui pronto soccorso e il quadro clinico

A questo aumento esponenziale dei contagi, come prevedibile, ha fatto seguito un parallelo incremento degli accessi ai dipartimenti di emergenza e dei ricoveri, un fenomeno che riguarda in particolare le fasce di popolazione più anziane. La direttrice del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità ha confermato questa dinamica, sottolineando come il sistema stia assorbendo l’impatto dell’ondata epidemica. Episodi emblematici si registrano in Puglia, dove si stima che siano già oltre duecentomila le persone colpite: all’ospedale San Paolo di Bari, il 27 dicembre, si è toccato un picco di 198 accessi in pronto soccorso, molti dei quali per insufficienze respiratorie e sindromi influenzali, con pazienti giunti non solo dal capoluogo ma anche dai comuni dell’entroterra.

I sintomi della variante K e le polmoniti atipiche

Il quadro sintomatologico di questa stagione, dominata dalla cosiddetta variante K del virus, presenta tratti di particolare aggressività. Matteo Bassetti, direttore delle Malattie infettive del policlinico San Martino di Genova, ha illustrato all’Adnkronos Salute un decorso clinico che, dopo i canonici giorni di febbre alta, astenia e mialgie, tende a evolvere con una tosse secca persistente, il mantenimento di una temperatura elevata e una crescente difficoltà respiratoria. “L’influenza di quest’anno”, ha precisato lo specialista, “tende a dare casi di polmoniti impegnative, anche nei giovani”, un dato che contribuisce a spiegare la pressione osservata nei reparti.

La campagna vaccinale e la situazione in Emilia-Romagna

Nel video del 12TgParma, il dottor Nouvenne ha fornito consigli sui comportamenti da adottare e sull’importanza della vaccinazione, uno strumento cruciale per mitigare gli effetti dell’epidemia e proteggere soprattutto i soggetti più fragili. La regione Emilia-Romagna, con la sua incidenza che supera i 19 casi per mille, si configura come una delle aree dove la circolazione virale è più intensa, rappresentando un campione fedele di quanto sta accadendo in tutto il paese, dove le festività natalizie hanno purtroppo offerto un terreno fertile per la diffusione del contagio. L’attenzione resta massima, in attesa di vedere quando la curva inizierà la sua inevitabile discesa.

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