A Torino la Juventus a cena con Tudor: squadra e staff insieme per rafforzare il gruppo
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Redazione Sport
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Mercoledì sera, al ristorante Lève di corso Galileo Ferraris, di proprietà di Leonardo Bonucci, la Juventus si è riunita per una cena che va oltre il semplice momento conviviale. Giocatori e staff tecnico, guidati da Igor Tudor, hanno condiviso la tavola dopo una giornata intensa, caratterizzata da un doppio allenamento in vista della trasferta romana di domenica. Un’occasione per rinsaldare i legami, ma anche per ribadire gli obiettivi di una stagione il cui traguardo principale – il quarto posto – è ormai chiaro a tutti.
La scelta di escludere la dirigenza dal tavolo non è casuale: Tudor, che sta imprimendo una svolta al modo di giocare della squadra, punta a creare un ambiente più unito e compatto, lavorando non solo sugli schemi ma anche sull’aspetto psicologico. Dopo l’esordio contro il Genoa, in cui si è intravisto il passaggio a una difesa a tre e un gioco più verticale, il tecnico croato ha avviato quella che può essere definita una seconda fase della sua rivoluzione. Le cene di squadra e i colloqui individuali servono a ricostruire l’autostima di un gruppo che, negli ultimi mesi, ha mostrato fragilità non solo in campo.
Intanto, sul mercato, pesano ancora gli errori del passato. Due casi su tutti, quelli di Pjanić e Vlahović, diventati simboli di una gestione discutibile che ha condizionato le scelte successive. Operazioni costose, le cui ripercussioni si fanno sentire ancora oggi, anche se – come sottolineano alcune analisi – le responsabilità non ricadono solo su chi è stato additato come capro espiatorio.




