Tudor e la Juventus: un inizio all’insegna del rigore e della continuità
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Redazione Sport
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Igor Tudor, presentato ufficialmente sulla panchina della Juventus, ha subito chiarito le sue intenzioni: puntare su un gruppo selezionato, valorizzando chi finora era rimasto ai margini. Durante la conferenza stampa, il tecnico croato – definito "bianconero dalla testa ai piedi" – ha evitato di sbilanciarsi sul modulo tattico, ma ha sciolto un primo nodo designando Manuel Locatelli come capitano. Una scelta che, seppur non sorprendente, segna una linea precisa: quella della continuità, pur in un contesto di transizione.
L’accento è caduto soprattutto su Dusan Vlahovic e Kenan Yildiz, due giocatori che con Thiago Motta avevano visto ridursi drasticamente gli spazi. Tudor, che ha citato Zidane e Del Piero come modelli di umiltà nonostante i successi, sembra voler riportare in auge quell’etica del lavoro che ha caratterizzato la Juve negli anni d’oro. «Quando sono arrivato qui da giovane – ha ricordato – ho imparato cosa significa vestire questa maglia». Un messaggio chiaro, rivolto a una squadra che deve ritrovare identità dopo mesi altalenanti.
Cristiano Giuntoli, da parte sua, ha lasciato intendere che l’esperienza di Tudor non sarà necessariamente limitata ai prossimi mesi. «Rimarrà fino a fine stagione, incluso il Mondiale per Club – ha dichiarato il ds –, poi valuteremo». Un’apertura che alimenta l’ipotesi di una conferma, anche se i bookmaker già scommettono su un possibile ritorno di Antonio Conte. Intanto, Exor sembra aver sposato il "patto balcanico", puntando su un allenatore che incarna pragmatismo e tradizione juventina.




