Pallacanestro Cantù, accordo con De Raffaele: l'addio di Brienza dopo il brusco risveglio in A
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Redazione Sport
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La crisi di risultati, che dopo la promozione si è materializzata in una lunga e dolorosa serie di nove sconfitte consecutive, ha spinto la dirigenza della Pallacanestro Cantù a una decisione drastica, maturata nel corso di una trattativa serrata nelle ultime ore. L’esonero di Nicola Brienza, avvenuto nella giornata di ieri, non è stato interpretato dalla società come una mera questione tecnica o come un giudizio sull’operato del tecnico, il quale – è doveroso ricordarlo – aveva guidato il club alla conquista della Coppa Italia di A2 e, soprattutto, al ritorno nella massima serie. Si è trattato piuttosto di una scelta dettata dall’urgenza di invertire una spirale negativa divenuta ormai insostenibile, un tentativo di fornire alla squadra e all’ambiente circostante una scossa energetica immediata, un cosiddetto "elettroshock", nel disperato tentativo di salvare una stagione che rischiava di sfuggire di mano ancor prima di cominciare.
La trattativa per il nuovo timoniere
Parallelamente alla risoluzione del rapporto con Brienza, i vertici del club hanno avviato contatti, rivelatisi in tempi rapidissimi decisivi, con un profilo di vasta esperienza nel campionato italiano. La scelta, caduta su Walter De Raffaele, appare motivata dalla necessità di affidare la panchina a un tecnico navigato, la cui carriera – segnata da successi significativi come quello con la Reyer Venezia – garantisce una conoscenza profonda dei meccanismi della Serie A. Le trattative, condotte con riserbo ma senza esitazioni, hanno raggiunto nei fatti un accordo di massima che porterà l’allenatore a guidare la squadra, in attesa soltanto dell’ufficiale comunicazione formale che ne sancisca l’ingaggio.
Un cambio necessario per spezzare la dinamica negativa
La dichiarazione ufficiale del presidente Roberto Allievi, nel confermare l’avvicendamento, ha voluto sottolineare con toni inequivocabilmente cordiali il valore del lavoro svolto da Brienza, ringraziandolo per la “professionalità e la dedizione” impiegate nel conseguimento di obiettivi storici per il sodalizio. Tuttavia, il campionato in corso stava assumendo contorni troppo pericolosi, con dinamiche di gara che si ripetevano con esiti infelici, logorando il morale del gruppo e allontanando la possibilità di punti fondamentali. La continuità, in un contesto del genere, è parsa un lusso che la società non poteva più permettersi, costretta a interrompere un ciclo per provare a inaugurarne un altro, nella speranza che un volto nuovo sulla panchina possa ridare slancio a una rosa che aveva dimostrato ben altre capacità.
La sfida immediata per De Raffaele
Il compito che attende il nuovo allenatore si delinea come uno dei più complessi della sua carriera, dovendo egli innestare immediatamente i propri principi in una squadra segnata dalla frustrazione e dalla pressione di una classifica minacciosa. Non si tratterà soltanto di correggere aspetti tattici, ma di ricostruire una fiducia che le ripetute battute d’arresto hanno inevitabilmente incrinato, lavorando su aspetti psicologici non meno importanti di quelli puramente tecnici. L’obiettivo primario, ora, è spezzare l’incantesimo negativo e trovare in fretta la prima vittoria, un risultato che potrebbe avere l’effetto di liberare energie finora compresse e di ridare ossigeno a un progetto che, nonostante tutto, mantiene intatte le proprie ambizioni di permanenza nella categoria.




