Olimpiadi di Milano Cortina 2026, tra turismo in fermento e prezzi da capogiro
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Redazione Sport
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Mentre la macchina organizzativa dei Giochi Olimpici Invernali del 2026 accelera il suo ritmo, il panorama che si delinea per i visitatori è fatto di luci e ombre marcate, come ha evidenziato una recente indagine di Altroconsumo. Da un lato, territori come il Valposchiavo, che si preparano ad accogliere i flussi di spettatori, vedono crescere le prenotazioni con un cauto ottimismo verso l’obiettivo dei centomila pernottamenti annuali. Dall’altro, l’analisi dei costi per un ipotetico weekend olimpico rivela un quadro allarmante, con cifre che rischiano di trasformare l’esperione in un privilegio per pochi, mettendo in serio pericolo l’accessibilità stessa dell’evento.
La febbre delle prenotazioni e l'attesa delle valli
In Valposchiavo, come confermato dal direttore dell’ente turistico, il periodo clou delle gare inizia a riempire i calendari delle strutture ricettive, alcune delle quali hanno registrato prenotazioni anticipate già da tempo. Questo fermento, che si concentra soprattutto nelle due settimane centrali di febbraio, alimenta speranze concrete di raggiungere quella soglia simbolica dei centomila pernottamenti che rappresenterebbe un traguardo storico per la valle. Si tratta, tuttavia, di un’attesa misurata, lontana da euforie speculative, che prova a coniugare l’occasione irripetibile con una gestione sostenibile del territorio e della sua offerta.
L'analisi impietosa dei costi per gli spettatori
Se da una parte c’è chi si prepara all’arrivo, dall’altra gli stessi potenziali ospiti devono fare i conti con un conto salatissimo. L’indagine di Altroconsumo ha infatti svelato come il costo complessivo di un fine settimana per due persone, volto ad assistere a una delle gare più attese, possa sfiorare i duemilaottocento euro. Una somma stellare, la cui voce principale è senza dubbio rappresentata dagli alloggi, che in località come Cortina d’Ampezzo hanno fatto registrare rincari fino al 261% rispetto a un normale weekend di gennaio. Anche in Valtellina, seppur con numeri lievemente inferiori, la situazione non è migliore, con prezzi quintuplicati che portano la spesa per il solo pernottamento a circa millesettecento euro. In questo panorama, Milano e la Val di Fiemme si configurano come destinazioni relativamente meno onerose, ma pur sempre lontane dalla normalità.
Biglietti e trasporti completano un quadro proibitivo
A gravare ulteriormente sul budget familiare, si aggiungono il prezzo d’ingresso agli impianti sportivi – che per discipline come il pattinaggio di figura tocca i cinquecentosessanta euro a biglietto – e i costi dei trasporti per raggiungere le sedi delle competizioni. Sebbene, come sottolinea lo studio, si sia osservato un lieve deflusso dei listini alberghieri rispetto alle rilevazioni di agosto, probabilmente a causa di un “tutto esaurito” non così scontato come pronosticato, il confronto con la tariffazione standard di bassa stagione resta impietoso. Il risultato finale è un pacchetto che, nella sua interezza, appare fuori dalla portata di molte famiglie, sollevando interrogativi non marginali sulla reale capacità dei Giochi di essere un evento popolare e inclusivo.




