Salt Bae a Milano, tra prezzi da capogiro e il ricordo di un'epoca
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
L'apertura del Nusr-et a Casa Brera, a due passi dal Teatro della Scala, ha riportato in vita, per alcuni, l'atmosfera di certi locali alto-borghesi degli anni Ottanta, quando il ristorante rappresentava un'eccezione riservata alle occasioni speciali, un luogo in cui ci si vestiva con eleganza per un'esperienza che andava ben oltre la semplice cena. Quella formula, che univa una certa solennità a piatti come il tagliolino ai funghi porcini, sembra riecheggiare nella nuova proposta milanese, la quale, tuttavia, si distingue per una cifra stilistica e soprattutto economica profondamente diversa, segnata da un'opulenza che non passa inosservata.
L'impero sotto pressione
Mentre l'eco dei festeggiamenti per l'inaugurazione, che aveva visto la presenza di personaggi noti, si va affievolendo, affiorano le prime difficoltà per l'impero di Nusret Gökçe. Secondo quanto riportato, la catena di ristoranti starebbe affrontando una fase complessa, caratterizzata da ingenti perdite finanziarie e da un progressivo allontanamento della clientela, un fenomeno che sta mettendo a dura prova il modello di business costruito attorno al personaggio di Salt Bae, la cui popolarità, un tempo amplificata da un gesto divenuto virale, appare oggi meno solida.
Il menu che fa discutere
A catalizzare l'attenzione, e non poche critiche, è principalmente la lista prezzi. Il menu propone, accanto ad alcune opzioni più accessibili, dei veri e propri "piatti forti" il cui costo raggiunge cifre considerevoli, al punto da essere giudicate proibitive da una parte di coloro che hanno provato l'esperienza. Questa strategia di prezzo, che include le celebri bistecche con foglie d'oro, contribuisce a delineare un'offerta chiaramente indirizzata verso una nicchia di mercato, in un contesto generale dove la fuga dei clienti rappresenta un dato con cui fare i conti.
Uno show che stenta a decollare
Le recensioni online, sebbene ancora non numerose, cominciano a dipingere un quadro non completamente trionfale per l'avventura meneghina, lasciando intuire come il fascino dello show culinario possa non bastare da solo a garantire un successo duraturo. L'equilibrio tra spettacolarità, qualità percepita e valore dell'offerta sembra essere l'elemento cruciale, quello che determinerà la capacità del locale di radicarsi in una città come Milano, la quale, pur ospitando un'utenza diversificata, non manca di esprimere giudizi severi quando le aspettative vengono disattese.




