Salt Bae a Milano, tra luci dei riflettori e bilanci in rosso

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'apertura del ristorante Nusr-Et a Milano, un evento che ha calamitato l'attenzione dei media e della politica, con la presenza di figure come La Russa e la Santanché, sembra riecheggiare, per atmosfere e propositi, certi locali di lusso degli anni Ottanta, quelli che si frequentavano in occasioni speciali, quando un pranzo o una cena fuori casa costituivano un evento da ricordare, non una semplice consuetudine. Quella stessa aura di esclusività, che un tempo si respirava in luoghi dove ci si vestiva con eleganza per degustare un tagliolino ai funghi porcini, oggi la si ritrova, seppur con linguaggi contemporanei, nel nuovo tempio milanese della carne, un luogo che tuttavia, nonostante i bagliori dei flash, deve fare i conti con una realtà finanziaria ben più complessa e opaca di quanto non lasci intendere il luccichio dei coltelli.

Un impero sotto esame

Le cronache economiche, che riportano perdite accumulate ormai nell'ordine dei milioni di euro a livello globale, dipingono un quadro in netto contrasto con l'immagine di successo perpetrata online. L'outlet meneghino, il cui punteggio su Google si attesta per il momento su 4,3 stelle basate su un numero esiguo di recensioni, rappresenta l'ultimo tentativo di espansione di un marchio che, secondo alcune analisi, starebbe mostrando segni di fragilità. L'impresa di Nusret Gökçe, il cui nome anagrafico cela la star dei social divenuta celebre per il gesto plateale di salare la carne, sembra dunque navigare in acque agitate, lontane dalla spensieratezza che i suoi video virali intendono comunicare.

Il menu e la questione prezzi

A suscitare perplessità, tra i primi commenti che filtrano, sono soprattutto le cifre proposte dalla carta. Sebbene esistano alcune opzioni più accessibili, i piatti iconici della steakhouse, quelli che ne costituiscono il cuore pulsante e la ragion d'essere, presentano quotazioni che hanno indotto non pochi avventori a storcere il naso, sollevando interrogativi sulla reale corrispondenza tra valore percepito e costo effettivo. Il ristorante, situato nell'esclusiva cornice di Casa Brera a due passi dal Teatro della Scala, punta chiaramente a una clientela facoltosa, un target che, tuttavia, appare sempre più esigente e disincantato di fronte a operazioni di puro marketing.

Il contesto italiano e le prospettive

L'approdo in Italia, con progetti che includerebbero anche Roma e Napoli, segna una fase cruciale per la catena, la quale tenta di radicarsi in un mercato, come quello della ristorazione di alta gamma nostrana, notoriamente competitivo e saturo di proposte. La presenza fisica del proprietario, immortalato in un ritratto che lo vede protagonista in una Piazza Duomo deserta, e le sue apparizioni nel locale milanese intendono consolidare il legame emotivo con il pubblico, una strategia che, se da un lato genera un indubbio richiamo mediatico, dall'altro non basta a garantire la sostenibilità di un modello di business che, numeri alla mano, fatica a decollare stabilmente.

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