Francia, Lecornu all'Eliseo per la formazione del nuovo governo
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Redazione Esteri
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Ore di intenso lavoro all'Eliseo, dove il presidente Emmanuel Macron e il primo ministro Sébastien Lecornu stanno definendo, in un incontro serale, gli ultimi dettagli della squadra di governo, la cui composizione è attesa per le prossime ore. L’urgenza della comunicazione, che secondo fonti vicine alla presidenza è stata sollecitata dallo stesso inquilino del palazzo, è dettata dall'imminente partenza di Macron per l'Egitto, prevista nella notte, dove domani porterà il sostegno della Francia all'accordo di pace tra Israele e Hamas. Una corsa contro il tempo, questa, che segue le dimissioni lampo presentate solo pochi giorni fa dallo stesso Lecornu, il quale è stato poi immediatamente riconfermato da Macron per guidare un nuovo esecutivo, in un contesto politico che si presenta più che mai complesso e frastagliato.
Una squadra tra tecnici e nuovi volti
Secondo quanto trapelato dall'entourage del primo ministro e riportato da alcune agenzie di stampa, Lecornu avrebbe proposto a Macron una formazione che rappresenta "un misto di esponenti della società civile, professionisti esperti e giovani parlamentari". Un approccio, il suo, che punta deliberatamente a scartare personalità con ambizioni presidenziali, privilegiando invece competenze specifiche e l'ingresso di figure nuove nella scena governativa, con l'obiettivo di rinnovare profondamente l'azione dell'esecutivo. Tuttavia, non mancherebbero alcune riconferme di peso, come quelle del ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot e del ministro della Giustizia Gerald Darmanin, le cui presenze sembrerebbero garantire un certo grado di continuità in dicasteri considerati cruciali.
Le difficoltà della maggioranza
La costruzione di questo nuovo governo non sta procedendo, però, senza intoppi, anzi. Lecornu, al suo secondo incarico consecutivo, deve infatti fare i conti con una serie di defezioni e rifiuti che complicano notevolmente il puzzle della maggioranza. Alcuni dei partiti che in passato hanno sostenuto Macron, come i Républicains e i centristi dell'UDI, hanno chiaramente espresso la loro intenzione di non partecipare a un "Lecornu bis", mentre persino all'interno dello stesso campo macronista alcuni deputati avrebbero declinato l'offerta di entrare a far parte del nuovo esecutivo. Questi "passi indietro", come vengono definiti dalle cronache politiche, delineano un panorama frammentato e testimoniano le difficoltà di coagulare un consenso ampio e stabile attorno alla nuova formazione.
Un contesto politico teso
La situazione appare particolarmente tesa se si considera il precedente governo, la cui durata è stata brevissima, addirittura di sole quattordici ore, appena una settimana fa. Questo record negativo, unito alle attuali resistenze incontrate durante le consultazioni, dipinge un quadro di instabilità che il presidente Macron e il primo ministro Lecornu sono ora chiamati a superare in tempi rapidissimi. L'annuncio serale, quindi, non rappresenta solo la semplice presentazione di una lista di nomi, ma costituisce il primo, fondamentale banco di prova per un esecutivo che nasce già sotto i riflettori dell'emergenza e della necessità di dimostrare una solidità che il recente passato ha messo in discussione.




