Belve, Francesco Chiofalo e quella strana grazia dei limiti: umano, troppo umano
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Se c’è una legge non scritta dei talk show italiani – e “Belve” ne rappresenta ormai il termometro più spietato – è che più un ospite alza la cresta, più la lama della conduttrice affonda. Eppure, lunedì scorso, Francesco Chiofalo ha ribaltato l’aspettativa: ne è uscito incredibilmente meglio di tanti altri, ma non per i motivi che si potrebbero immaginare. Non certo per la classica spacconeria maschile – quella delle 350 donne conquistate (almeno stando alle sue dichiarazioni), delle allusioni alle dimensioni del pene o della presunta capacità di riconquistare qualsiasi ex con uno schiocco di dita – bensì per una qualità rara in quel circo mediatico: la consapevolezza disarmante dei propri limiti.
L’incursione politica e il paradosso di un sindaco dei parcheggi
“Voglio fare il sindaco di Roma, subito più parcheggi. Ho un sacco di idee forti”. Con questa uscita, l’ex volto di “Temptation Island” è piombato nello studio di Francesca Fagnani giocandosi la carta politica, sulle orme – azzarda qualcuno – di un certo “Brasiliano” dei salotti popolari. L’influencer romano, già noto per interventi discussi come quello per cambiare colore agli occhi e per alcune aggressioni finite virali, ha proposto un programma tanto improvvisabile quanto sincero nella sua rozzezza. E proprio lì risiede il paradosso: mentre altri ospiti si avvinghiano a narrazioni costruite a tavolino, lui ammette senza vergogna di aver scoperto l’esistenza di Bukowski leggendo una frase su una maglietta, e di non aver mai letto un suo libro. Peggio (o meglio): gli ultimi libri che è riuscito a finire appartengono alla collana “Il Battello a Vapore”, tra cui un certo “C’è un faraone nel mio bagno”, diventato uno dei volumi più cercati su eBay dopo la messa in onda dell’intervista.
Il pungolo di Drusilla Gucci e lo scontro a distanza
Naturalmente, le dichiarazioni rilasciate da Chiofalo non sono rimaste senza replica. Drusilla Gucci, sua ex, ha risposto a distanza con una frase secca: “Non tornerei mai con lui, poraccio!”, aggiungendo poi che “vaneggiava già allora”. Un botta e risposta che accende i riflettori su una dinamica vecchia quanto il gossip, ma che qui assume un rilievo diverso: perché Chiofalo, lungi dall’arrampicarsi sugli specchi, non ha mai rivendicato eroismi sentimentali. Anzi, la sua spacconeria appare talmente ingenua da risultare quasi innocua – un meccanismo di sopravvivenza più che una strategia.
La bomba a orologeria silenziosa: il tumore benigno e il risveglio
Il capitolo più drammatico della sua vita, però, resta quello legato alla salute. Nel 2018 riceve la diagnosi di un meningioma, un tumore benigno al cervello, che lui stesso descriverà come una sorta di “bomba a orologeria”. L’anno successivo, un delicato intervento chirurgico lo porta a varcare una soglia che pochi comprendono fino in fondo: ha raccontato il risveglio post-operatorio come uno dei momenti più intensi della sua esistenza, fatto di paura liquida e di una lucidità improvvisa. Quell’esperienza – e lo si legge tra le righe delle sue risposte – diventa uno spartiacque. Non c’è retorica della rinascita, non c’è eroismo da manuale. C’è solo un uomo che, di fronte alla conduttrice, non cerca pietà né giustificazioni. E forse è proprio questa nudità, involontaria, a renderlo più credibile di tanti costrutti patinati che sfilano in tv.




