Drusilla Gucci e Antonella Fiordelisi smontano il racconto di Francesco Chiofalo a “Belve”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il salotto televisivo di “Belve”, condotto da Francesca Fagnani, si è trasformato nell’ultima puntata andata in onda su Rai 2 in un campo minato per Francesco Chiofalo, il noto volto noto al grande pubblico come “Lenticchio”. L’intervista, che aveva suscitato un immediato polverone social per via di alcune dichiarazioni al limite del grottesco – tra cui quella, destinata a diventare virale, di aver avuto “almeno 350 donne” – ha trovato una replica immediata e spietata a distanza. A raccogliere il guanto di sfida, infatti, sono state due delle sue ex partner, le quali, seppur su fronti distinti, hanno sostanzialmente concordato nel ridimensionare la versione del reality.
La stilettata di Drusilla Gucci: nessuna nostalgia per il passato
Drusilla Gucci, erede dell’omonima dinastia della moda, non ha usato mezzi termini quando ha commentato le esternazioni dell’ex. Laddove Chiofalo, durante il faccia a faccia con la Fagnani, aveva probabilmente sperato di riaccendere i riflettori sulla loro storia passata, la Gucci ha preferito spegnere ogni possibilità di riavvicinamento con una frase che non lascia spazio a interpretazioni: “Non tornerei mai con lui, Poraccio!”. Con quel “poraccio”, pronunciato con un misto di sufficienza e pietà distaccata, Drusilla ha liquidato qualsiasi tentativo di ricostruzione romantica. È interessante notare come la replica, arrivata tramite i consueti canali social e raccolta dalle agenzie di stampa, abbia avuto l’effetto di un secchio d’acqua fredda sulla narrazione che Chiofalo aveva tentato di costruire. La sua, semmai, è la fotografia di un rapporto ormai archiviato senza alcuna possibilità di appello.
Antonella Fiordelisi: “Tutto studiato, non è affatto stupido”
Se Drusilla si è concentrata sul piano sentimentale, è stata Antonella Fiordelisi, altra ex comparsa nel circo mediatico che circonda l’ex tentatore, a fornire la chiave di lettura più radicale e forse la più dannosa per l’immagine pubblica di Chiofalo. Intervenuta a “La Volta Buona”, il programma pomeridiano condotto da Caterina Balivo, la Fiordelisi ha rovesciato completamente il tavolo. Secondo il suo racconto, l’intervista a “Belve” non sarebbe affatto il risultato di ingenuità o di una presunta stupidità del diretto interessato. Al contrario, Antonella ha rivelato un retroscena pesante: “Se è stupido? No, pianifica tutto, le cose le fa apposta. Non si piaceva, non dormiva la notte; in Turchia si è fatto levare i capelli e glieli hanno messi sul viso”. Quest’ultimo dettaglio, grottesco e quasi surreale, serve alla Fiordelisi per corroborare la sua tesi principale, ovvero che dietro il personaggio di “Lenticchio” si celi una macchina mediatica ben oliata. Le gaffe, gli errori di grammatica, le uscite sopra le righe non sarebbero quindi spontanei, ma lucidamente confezionati per alimentare l’engagement e mantenere vivo l’interesse su di sé.
La replica dell’ex: “Vaneggiava già allora”
Naturalmente, a catena, non è tardata la controreplica di Francesco Chiofalo. Interpellato sulle dichiarazioni rilasciate dalle due donne, l’ex concorrente di “Temptation Island” ha innanzitutto risposto a Drusilla, liquidando la sua assenza di interesse con una certa dose di scetticismo. Più interessante, sul piano della cronaca giudiziaria delle chiacchiere da talk show, è il suo attacco ad Antonella Fiordelisi. Chiofalo ha infatti dichiarato che la sua ex “vaneggiava già allora”, un tentativo di ribaltare l’accusa di costruzione artificiale del personaggio. In sostanza, dove Fiordelisi vede un piano strategico, Chiofalo vede la confusione mentale di un’intervistatrice poco attendibile. Lo scontro, a questo punto, diventa un classico “due contro uno” in cui la versione dei fatti si frantuma in mille rivoli. Da un lato, abbiamo la Fiordelisi che descrive un uomo ossessionato dalla chirurgia e dai riflettori al punto da inscenare la propria dabbenaggine; dall’altro, Chiofalo che difende la propria spontaneità attaccando la credibilità dell’accusatrice.
L’effetto valanga su un personaggio costruito
Quello che emerge dal crogiuolo di queste interviste incrociate – tra “Belve”, “La Volta Buona” e le storie social – è il ritratto di un personaggio televisivo ormai sbranato dal suo stesso meccanismo. L’errore tattico di Chiofalo, se diamo retta alla Fiordelisi, non sarebbe stato quello di esagerare, ma quello di essersi esposto troppo in un programma che, per natura (quello della Fagnani), smonta i linguaggi del reality. Le parole di Drusilla Gucci, invece, aggiungono un ulteriore tassello personale: l’idea che fuori dalla telecamera, nella vita reale, quel personaggio non susciti più alcun interesse sentimentale, ma solo un imbarazzato compatimento. Il “poraccio” della Gucci suona come una sentenza più che come un’offesa. In attesa di ulteriori sviluppi (che magari arriveranno nella prossima puntata di qualche altro salotto), la sensazione è che Francesco Chiofalo abbia perso il controllo della narrazione, trasformando una potenziale vetrina (“Belve”) in un’autodenuncia involontaria, a meno che – come sostiene la Fiordelisi – non facesse tutto parte del copione. In quel caso, il copione sarebbe paradossalmente ancora più triste.




