F1 Belgio 2026, Verstappen frena a Spa: problemi in scalata, ma il bilanciamento è okay
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Il sipario cala sulla prima giornata in pista a Spa-Francorchamps, scenario perfetto per questo decimo appuntamento della stagione 2026 di Formula 1, il Gran Premio del Belgio. La mattinata è iniziata nel segno di Max Verstappen, che ha concluso le FP1 in testa al gruppo dettando il ritmo, mentre nel pomeriggio in FP2 non tutto è filato liscio come l’olio. Per la Red Bull, ora, è tempo di lavorare sul set-up per risolvere le problematiche con la cambiata, sebbene l'olandese abbia comunque chiuso con il terzo tempo, a dimostrazione di un potenziale grezzo ancora tutto da cesellare.
Il problema all'ala ribaltabile: il ritorno alla specifica standard
La grande assente a Spa, come già anticipato alla vigilia, è l'ala posteriore ribaltabile della Red Bull, quella che nell'ambiente era stata soprannominata "Macarena" e che ha fatto molto parlare di sé nelle ultime settimane. Dopo i due incidenti consecutivi occorsi a Max Verstappen, prima in Austria e poi a Silverstone, il team di Milton Keynes ha preferito fare un passo indietro, tornando a una specifica più tradizionale per motivi di sicurezza.
Il problema, come spiegato dal direttore tecnico Pierre Waché, era di natura meccanica e riguardava in parte l'attuatore che non garantiva la corretta chiusura del flap mobile nelle curve ad alta velocità, causando una pericolosa perdita di carico aerodinamico al retrotreno.
Il confronto tecnico con la Ferrari: due strade differenti
La scelta della Red Bull ha inevitabilmente riacceso i riflettori sulla diversa filosofia progettuale adottata dalla Ferrari. La scuderia di Maranello, che per prima aveva introdotto questa soluzione aerodinamica, non ha mai riscontrato problemi simili.
Secondo le ricostruzioni tecniche, la differenza sostanziale risiederebbe nell'estremizzazione del progetto da parte della Red Bull: per massimizzare il beneficio in termini di velocità di punta, il team anglo-austriaco avrebbe spinto i materiali oltre i limiti di sicurezza, causando una flessione incontrollata del carbonio che impediva il tempestivo riposizionamento del flap in fase di frenata. La Ferrari, invece, avrebbe seguito un percorso di sviluppo più graduale e testato a lungo il sistema, garantendo maggiore affidabilità.
Le prime sensazioni in pista: Verstappen ottimista nonostante le difficoltà
Nonostante l'assenza dell'ala rivoluzionaria, le prime sensazioni dalla pista belga sono state tutto sommato positive per il team campione del mondo. Verstappen, dopo aver dominato le FP1, ha chiuso le FP2 con il terzo crono, dichiarandosi soddisfatto del bilanciamento della vettura e del fatto di essere fin da subito in una finestra operativa competitiva.
Il pilota olandese ha tuttavia ammesso che la Red Bull sta pagando qualcosa in termini di velocità di punta rispetto ai rivali, un deficit che il team cercherà di colmare lavorando sull'assetto in vista delle qualifiche. Anche il compagno di squadra, Isack Hadjar, ha mostrato un buon passo, confermando i progressi rispetto alla gara di Silverstone e lasciando intendere che il potenziale per un buon risultato c'è tutto.
La risposta della concorrenza e il quadro generale del venerdì
A tenere banco nel pomeriggio è stata però la prestazione della Mercedes, con Kimi Antonelli che ha firmato il miglior tempo assoluto in FP2, sfruttando probabilmente un assetto più scarico che si adatta bene alle caratteristiche del tracciato. Il venerdì di Spa ha inoltre confermato la grande competitività del lotto di testa, con la McLaren di Lando Norris e la Ferrari di Lewis Hamilton a ridosso dei primissimi posti.
L'unica nota stonata della giornata è stato l'incidente di Pierre Gasly nell'ultima parte della sessione, che ha causato l'esposizione della bandiera rossa e interrotto il lavoro di tutti i team.




