Riforma residenza fiscale, legami personali e familiari al centro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Decreto Legislativo n. 209 del 27 dicembre 2023, noto come "Decreto Fiscalità Internazionale", ha introdotto significative novità in materia di residenza fiscale delle persone fisiche, allineando la normativa italiana alla prassi internazionale e alle convenzioni contro le doppie imposizioni. La circolare n. 20/E 2024 dell'Agenzia delle Entrate ha chiarito, con esempi pratici, i nuovi criteri per determinare la residenza fiscale, ponendo particolare attenzione ai legami personali e familiari.

La presenza fisica in Italia per più di 183 giorni continuerà a configurare la residenza fiscale nel nostro paese, ma perde di rilevanza, in termini di presunzione assoluta, l'iscrizione nell'anagrafe della popolazione residente. Il concetto civilistico del domicilio viene sostituito da un concetto di natura sostanziale, che rileva il legame effettivo con l'Italia. Questo cambiamento mira a modernizzare il sistema tributario, garantire maggiore certezza giuridica e ridurre i contenziosi.

L'Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 20/E, ha fornito esempi pratici per il calcolo della residenza fiscale delle persone fisiche, evidenziando che valgono, per la permanenza sul territorio italiano, anche le frazioni di tempo. Questo significa che, per determinare i 183 giorni, si considerano anche i periodi di permanenza parziale, rendendo più rigoroso il controllo sulla residenza fiscale.

Il nuovo concetto di residenza fiscale, basato sui legami personali e familiari, rappresenta un cambiamento significativo rispetto al passato. L'obiettivo è quello di evitare che individui possano eludere il fisco italiano dichiarando residenze fittizie all'estero.

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