Tregua tra Houthi e Usa, ma Israele continua a colpire Gaza: 31 morti in una scuola-rifugio
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Mentre gli Stati Uniti e gli Houthi annunciano una tregua, la guerra a Gaza non conosce pause. Le bombe israeliane hanno colpito una scuola trasformata in rifugio, uccidendo almeno 31 persone, secondo fonti locali. Le immagini diffuse mostrano macerie e corpi straziati, mentre Hamas accusa Israele di condurre una "guerra della fame" e di sterminio.
Bassem Naim, esponente dell’ufficio politico di Hamas, ha dichiarato all’Afp che i negoziati per il cessate il fuoco sono ormai "senza senso", a meno che la comunità internazionale non intervenga per fermare l’assedio israeliano. "Non si può parlare di tregua mentre si affama e si bombarda la popolazione", ha affermato, riferendosi alla stretta sui rifornimenti umanitari e all’offensiva annunciata da Benjamin Netanyahu.
Il premier israeliano, dal canto suo, minaccia una "grande operazione" se non verranno liberati gli ostaggi ancora nelle mani di Hamas. Ma persino i vertici militari israeliani dubitano della strategia. Eyal Zamir, capo di stato maggiore, ha avvertito che un’occupazione su larga scala della Striscia potrebbe compromettere la vita dei prigionieri e danneggiare la credibilità dell’esercito. "Una manovra massiccia non garantisce il loro salvataggio", ha spiegato, sottolineando il rischio di perderli definitivamente.
Intanto, il bilancio delle vittime continua a salire. Gli ultimi raid hanno portato il numero dei morti a 31, con decine di feriti, molti dei quali bambini e donne. Le critiche alla condotta israeliana si moltiplicano, anche in Italia. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha attaccato il silenzio del governo Meloni su Gaza, definendolo "un disonore nazionale". "Mentre il Paese viene osannato dai media, la premier evita di condannare un governo criminale", ha dichiarato a La7, alludendo agli accordi con Washington su armi ed energia.




