Crimson Desert su Nintendo Switch 2, un’ipotesi che nasce già dopo il lancio

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L’ambizione umana, si sa, non conosce tregua. E nel settore dei videogiochi, dove ogni traguardo raggiunto diventa immediatamente la base di partenza per la corsa successiva, la Pearl Abyss ne è un esempio quasi didattico. La software house sudcoreana, artefice dell’action-adventure Crimson Desert, ha appena messo il titolo sugli scaffali (virtuali e non), eppure, stando a quanto emerso, starebbe già valutando la possibilità di un porting per l’attesissima Nintendo Switch 2. Nessuna conferma ufficiale, s’intende, ma il semplice fatto che si discuta internamente di un’operazione del genere – a ridosso del debutto su PC e console attuali – rivela una strategia orientata a non lasciare indietro alcuna fetta di mercato.

La patch 1.01.00 e le cinque nuove cavalcature

Nell’attesa di capire se l’ibrido targato Kyoto ospiterà mai l’open world di Pywel, la Pearl Abyss continua a nutrire la versione già disponibile con aggiornamenti sostanziosi. Da pochissime ore, infatti, è stata rilasciata la patch 1.01.00, un intervento che non si limita a correggere qualche bug minore ma introduce elementi capaci di modificare l’esperienza di gioco. Cinque nuove cavalcature evocabili, per esempio, ampliano le opzioni di spostamento in una mappa che – chi l’ha percorsa lo sa – richiede tempi di attraversamento non indifferenti. A ciò si aggiunge una riduzione dei caricamenti per il viaggio rapido e la rianimazione, due aspetti che, in un’economia di gioco basata su esplorazione e scontri prolungati, pesano eccome. Il resto della lista di modifiche riguarda ritocchi ai comandi, al combat system e a quella che gli sviluppatori chiamano “qualità della vita generale”, locuzione dietro cui si celano decine di piccoli accorgimenti: dalla gestione dell’inventario alla fluidità delle transizioni tra le animazioni.

Il ray tracing “fotorealistico” e la mod in 8K

Parallelamente al lavoro ufficiale, c’è chi spinge l’asticella oltre. Un modder noto come Beyond Dreams ha pubblicato un video in cui Crimson Desert viene eseguito in 8K con un ray tracing definito “fotorealistico”. La clip, rapidamente diventata oggetto di discussione tra gli appassionati di grafica estrema, mostra l’impiego di “Complete RT”, uno shader avanzato basato sulla tecnologia ReSTIR G – lo stesso approccio, per chi segue l’evoluzione del rendering in tempo reale, utilizzato in alcune demo di NVIDIA per mostrare il potenziale delle GPU più recenti. Non si tratta di un intervento ufficiale, ovviamente, ma il fatto che un singolo utente riesca a estrarre un tale livello di dettaglio da un gioco già di per sé notevole sui PC di fascia alta la dice lunga sulla qualità di base del motore grafico. La Pearl Abyss, dal canto suo, non ha commentato la mod, né sembra intenzionata a integrare ufficialmente funzionalità simili a breve.

Cinque milioni di copie e le critiche alla trama

Il dato più impressionante, però, resta un altro: Crimson Desert ha quasi raggiunto le cinque milioni di copie vendute. Un numero che, da solo, certifica un successo esplosivo, specie per un titolo che mescola action e avventura senza appartenere a franchise già sterminati. Eppure, il consenso generale non è privo di crepe. La voce più ricorrente tra i giocatori – e in molti casi è un vero e proprio coro – riguarda la delusione per il comparto narrativo. La trama, a giudicare dalle recensioni e dai forum, appare poco chiara, mal strutturata, infarcita di personaggi deboli e caratterizzati in fretta, quasi per dovere più che per convinzione. Durante un Q&A con gli investitori, il CEO Heo Jin-young ha affrontato la questione senza cercare scuse di sorta. Ha ammesso, con una franchezza non scontata in certi ambienti, che effettivamente la storia non è il punto forte di Crimson Desert, e che “in parte comprende la delusione” del pubblico. La scelta, ha spiegato, è caduta consapevolmente sul gameplay, l’aspetto su cui il team ritiene di saper esprimere il meglio di sé.

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