Aumenti per gli statali, al via i negoziati per i nuovi contratti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La prospettiva per i dipendenti pubblici, dopo il lungo blocco che ha caratterizzato lo scorso decennio, si delinea ormai con una certa regolarità. Potranno, infatti, firmare il terzo contratto di lavoro, con i conseguenti aumenti retributivi, nell’arco di soli tre anni, un ritmo che segna una netta discontinuità col passato. Il ministro per la Pubblica Amministrazione ha già provveduto a firmare la cosiddetta “direttiva madre”, un atto di indirizzo che mette a disposizione per questa tornata contrattuale una dotazione finanziaria complessiva di quasi dieci miliardi di euro, risorse destinate a tradursi in incrementi salariali per i lavoratori dello Stato.

Il via dalle Funzioni centrali

Le trattative prenderanno ufficialmente il via nel mese di dicembre, un avvio che, per la prima volta, coincide con l’anno iniziale del triennio di riferimento del contratto stesso, ovvero il 2025-2027. A dare il via alla serie di negoziati sarà il comparto delle Funzioni centrali, che comprende al suo interno i dipendenti dei ministeri, delle agenzie fiscali e di enti pubblici non economici di primaria importanza come l'Inps e l'Inail; un insieme di realtà che dà lavoro a circa duecentomila persone. Sul tavolo, come ha specificato l’Aran, l’agenzia che tratta per conto del governo, sono previsti aumenti medi da 158 euro al mese a regime, una cifra che verrà spalmata in modo uguale nei tre anni di vigenza dell’accordo, garantendo un incremento annuo dell’1,8 per cento.

Il nodo dell'intelligenza artificiale

Oltre alla questione puramente economica, il prossimo negoziato si preannuncia ricco di novità sostanziali, alcune delle quali toccano da vicino le evoluzioni tecnologiche. Ad annunciarlo è stato il presidente dell’Aran, il quale ha dichiarato che “con i prossimi contratti disciplineremo meglio l'uso dell'Intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione”. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere pienamente trasparenti i criteri con i quali questi nuovi strumenti vengono impiegati, con una particolare attenzione all’ambito della gestione e della valutazione delle risorse umane pubbliche, un tema che sta acquisendo una centralità sempre maggiore.

Il quadro della rappresentatività

I dati ufficiali sulla rappresentatività sindacale, resi noti per il comparto delle Funzioni Centrali in vista del triennio 2025-2027, hanno confermato un successo per una delle sigle coinvolte. La UIL Pubblica Amministrazione, infatti, ha registrato una crescita significativa sia in termini di adesioni, che sono aumentate di oltre il 5 per cento rispetto al triennio precedente, sia per quanto riguarda il consenso elettorale ottenuto durante le ultime consultazioni per il rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie.

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