Rimini, tra le vetrine della moda che celebra se stessa e i lavoratori che perdono il posto

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sarà pure un caso che il calendario abbia voluto questa sovrapposizione, ma l’effetto che ne deriva è quantomeno stridente. Da giovedì 20 febbraio e fino al 24 maggio, i medievali Palazzi dell’Arte di Rimini – quelli di Palazzo Arengo e del Podestà, per intendersi – ospitano Riviera Dream Vision, una mostra gratuita che intende celebrare settantacinque anni di moda “Made in Romagna” attraverso i capi e le calzature più iconici di dieci brand del territorio -1. Accanto allo stivaletto che Giuseppe Zanotti disegnò per Michael Jackson in occasione del video di Bad e a quello realizzato per Beyoncé, trova posto anche il blouson indossato da Andy Warhol per una campagna di J. Alberta Ferretti, quasi a voler sottolineare, con la forza delle immagini e dei cimeli, quanto quel distretto abbia saputo imporsi sulla scena internazionale -4. Eppure, mentre l’esposizione apriva i battenti con il suo carico di glamour e di memoria, a pochi chilometri di distanza, nella vicina San Giovanni in Marignano, la stessa industria che si celebrava in passerella si trovava a fare i conti con una realtà ben più prosaica e dolorosa.

I numeri di una crisi che non risparmia il lusso

Il Gruppo Aeffe, lo stesso che controlla marchi come Alberta Ferretti e Moschino, entrambi presenti nell’esposizione riminese, ha infatti avviato una procedura di licenziamento collettivo che riguarda duecentoventuno dipendenti, dei quali centoquindici – secondo le prime ricostruzioni – hanno già ricevuto la comunicazione formale al termine del loro ultimo turno di lavoro, talvolta dopo aver trascorso in azienda anche più di vent’anni -2. Una telefonata, e poi gli scatoloni da portare a casa. La procedura, avviata nello scorso mese di ottobre, interessa complessivamente cinquecentoquaranta addetti del gruppo e ha portato all’apertura di un tavolo di crisi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove sindacati e istituzioni cercano di arginare una débâcle annunciata dai bilanci -6. I ricavi del primo semestre 2025 si sono attestati attorno ai cento milioni di euro, segnando un calo del ventisette virgola otto per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, che già aveva chiuso con una flessione del ventuno per cento -2.

La politica entra nel merito della spesa pubblica

Proprio mentre i rappresentanti dei lavoratori incrociavano le braccia in presidio a Rimini, la Regione Emilia-Romagna finanziava con risorse pubbliche l’evento inaugurale di Riviera Dream Vision, sollevando piuttosto prevedibili reazioni politiche. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Nicola Marcello, ha fatto notare come risulti quanto meno singolare che da una parte si sostengano iniziative celebrative del comparto moda e dall’altra non si riesca a scongiurare il licenziamento di centinaia di persone che quello stesso comparto lo hanno costruito giorno dopo giorno -2. Una polemica che tocca il nervo scoperto del rapporto tra istituzioni e crisi aziendali, laddove la cassa integrazione speciale per i dipendenti Aeffe cesserà il prossimo 12 gennaio e i sindacati, dalla Filctem Cgil alla Filtcem, chiedono all’azienda un passo indietro rispetto alla decisione di procedere comunque con gli esuberi, in attesa che l’esperto indipendente nominato dalla Camera di Commercio della Romagna, Riccardo Ranalli, completi l’analisi del piano di risanamento -2 -3.

La voce di chi l’azienda l’ha creata

Alberta Ferretti, intervistata proprio durante l’inaugurazione della mostra che porta il suo nome accanto a quello di altri big del distretto, ha rotto il silenzio con parole che lasciano trasparire il peso di una scelta sofferta. Ha detto di soffrire più di tutti, lei che quell’azienda l’ha fondata da giovanissima e alla quale ha dedicato l’intera esistenza, ma ha anche tenuto a precisare che l’azienda non è al capolinea, che la crisi che sta attraversando il gruppo è la stessa, globale, che investe l’intero settore dell’abbigliamento di lusso -2 -7. Parole, le sue, che arrivano mentre centoventi dipendenti del quartier generale di San Giovanni in Marignano hanno già perso il lavoro e altri centouno attendono di conoscere il proprio destino, in un clima di forte preoccupazione che le organizzazioni sindacali non esitano a definire “natalizio” nel senso peggiore del termine, visto che la scadenza delle procedure cade proprio nei giorni delle feste -6.

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