Turchia: borsa rimbalza, ma i bond volano al 29% dopo l’arresto del sindaco di Istanbul
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Redazione Esteri
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La Borsa di Istanbul ha cercato di riprendersi giovedì 20 marzo, con l’indice principale Bis 100 in rialzo del 2% intorno alle 11:20, dopo il crollo dell’8,7% registrato il giorno precedente, che aveva cancellato 10 miliardi di dollari di capitalizzazione dalle società quotate. Il rimbalzo, tuttavia, non basta a nascondere le tensioni che attraversano il Paese, con i rendimenti dei bond turchi schizzati al 29%, segnale di un mercato ancora in forte turbolenza.
A scatenare l’ondata di vendite è stata la notizia dell’arresto del sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, principale rivale politico del presidente Recep Tayyip Erdogan. Imamoglu, esponente del partito di opposizione CHP, è stato accusato di corruzione e legami con organizzazioni terroristiche, accuse che l’opposizione definisce pretestuose e politicamente motivate. La sua detenzione arriva pochi giorni prima che il CHP lo designasse ufficialmente come candidato per le elezioni presidenziali del 2028, alimentando il sospetto di un tentativo di neutralizzare un avversario scomodo.
La notte tra mercoledì e giovedì, Imamoglu l’ha trascorsa in una stazione di polizia, mentre proseguivano gli interrogatori per altre 87 persone arrestate, quasi tutte legate al partito di opposizione o al comune di Istanbul. Tra loro, impiegati e professionisti che hanno lavorato sotto la sua amministrazione. Intanto, migliaia di persone si sono radunate di fronte al municipio della città per protestare contro quello che molti definiscono un “colpo di Stato”. La moglie del sindaco, in un messaggio accorato, ha dichiarato: “Siamo tutti detenuti”, sintetizzando il clima di tensione che attraversa il Paese.
Le proteste non si sono limitate alle strade, ma sono dilagate anche sui social media, dove la polizia ha individuato 261 profili considerati “sospetti”. Trentasette persone sono state arrestate per aver condiviso contenuti ritenuti “provocatori”, mentre altre 105 sono finite in manette per presunti legami con le manifestazioni di piazza. Il ministro degli Interni, Ali Yerlikaya, ha confermato gli arresti, sottolineando che le indagini sono ancora in corso.
Intanto, la Banca centrale turca è intervenuta per cercare di stabilizzare i mercati, ma i rendimenti dei bond, schizzati al 29%, raccontano una storia diversa: quella di un Paese in cui l’instabilità politica si riflette direttamente sull’economia. Ankara, inoltre, è stata esclusa dal fondo Ue per la difesa, una decisione che rischia di isolare ulteriormente la Turchia sul piano internazionale.




