Fifa, il Mondiale a 64 squadre è realtà: studio in corso per l'edizione del 2030

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non è più soltanto un'ipotesi circolata nei corridoi dei palazzi del calcio che contano. La Fifa, infatti, ha deciso di mettere nero su bianco la volontà di procedere verso un ulteriore e significativo ampliamento della Coppa del Mondo, portando il numero delle partecipanti da 48 a 64 squadre. E, particolare tutt'altro che secondario, l'obiettivo è quello di rendere operativa questa rivoluzione già a partire dall'edizione del 2030.

Una mossa che arriva in un momento di fortissima tensione interna all'organismo di governo del calcio mondiale, già scosso dal controverso piano di privatizzazione delle proprie attività commerciali voluto dal presidente Gianni Infantino, un piano che sta spaccando in due le federazioni e l'opinione pubblica del settore.

La gara per lo studio di fattibilità e i tempi strettissimi

La notizia, rilanciata dall'agenzia di stampa Reuters dopo aver preso visione di alcuni documenti ufficiali, è di quelle destinate a cambiare il volto del torneo più importante del pianeta. La Fifa ha indetto una vera e propria gara d'appalto, rivolta a società di ricerca e consulenza specializzate, con l'obiettivo di affidare uno studio approfondito che valuti in tempi estremamente ridotti l'impatto economico e le ricadute complessive di un Mondiale a 64 squadre.

Non si tratta più, quindi, di una semplice suggestione ma di un progetto concreto su cui l'organizzazione sta investendo risorse e tempo. Il margine di manovra per le società coinvolte è minimo, considerato che la Fifa ha fissato una scadenza perentoria per ricevere i risultati di questa valutazione. Una tempistica serrata che lascia intendere come la volontà di procedere speditamente su questa strada sia inequivocabile.

L'ultimatum di Infantino e il maxi piano da 20 miliardi

L'accelerazione sul fronte dell'allargamento del torneo corre di pari passo con un'altra scadenza cruciale, quella imposta dallo stesso Infantino per ottenere il via libera definitivo al suo ambizioso e contestato progetto di cessione di una quota di controllo delle principali competizioni Fifa. Un piano che prevede la creazione di una nuova entità societaria, la Fifa Forward Enterprise, valutata circa 20 miliardi di dollari e destinata ad aprire le porte ai capitali privati nelle operazioni commerciali del calcio mondiale.

Per questo maxi-operazione, il presidente della Fifa ha concesso alle 211 federazioni affiliate un ultimatum per rispondere, una data limite che è stata fissata per il 14 agosto. La decisione sul Mondiale a 64 squadre, di fatto, dovrà essere presa entro un mese da questa scadenza, creando un intreccio di pressioni e scadenze che mette ulteriormente sotto tensione il movimento calcistico globale.

La spaccatura nel calcio mondiale e le dimissioni eccellenti

Il clima che si respira nella Fifa, tuttavia, è tutt'altro che sereno. Il maxi piano di privatizzazione targato Infantino, infatti, ha incontrato una diffusa e netta opposizione da parte di alcune delle confederazioni continentali più influenti, in particolare la Uefa, la Concacaf e la potente federazione asiatica (Afc), che hanno già espresso un chiaro rifiuto della proposta. Un fronte del no che si è allargato fino a provocare conseguenze pesanti all'interno della stessa organizzazione.

La dimostrazione più eclatante della crisi di fiducia che sta attraversando la Fifa è rappresentata dalle dimissioni di Carlos Cordeiro, consigliere senior del presidente Infantino, il quale ha lasciato il proprio incarico proprio in dissenso con le strategie commerciali messe in campo dal suo principale. Un addio che suona come un monito sulla difficoltà di trovare un punto di equilibrio tra le ambizioni del presidente e le preoccupazioni delle federazioni affiliate, le quali temono che la cessione di quote di controllo possa minare l'essenza stessa del calcio come bene comune.

Un futuro a 64 squadre tra entusiasmi e scetticismo

L'idea di un Mondiale a 64 squadre, al netto delle valutazioni economiche che lo studio in corso dovrà certificare, solleva inevitabilmente interrogativi sulla gestione logistica e sulla durata di un torneo già di per sé sterminato con 48 partecipanti. L'edizione del 2030, che avrà come paese ospitante una terna tra Spagna, Portogallo e Marocco e che vedrà anche alcune partite giocate in Sudamerica per celebrare il centenario del primo mondiale in Uruguay, si candiderebbe a diventare la competizione più mastodontica mai organizzata nella storia del calcio.

La decisione finale, con ogni probabilità, passerà attraverso il vaglio del Consiglio Fifa, ma le pressioni per arrivare a una scelta rapida, come dimostrano le procedure di gara già avviate, sono evidenti. Resta da capire se l'allargamento a 64 squadre, presentato come un'opportunità di crescita e visibilità per il calcio globale, riuscirà a ottenere il consenso necessario nonostante le profonde lacerazioni emerse sul fronte della gestione economica del futuro del movimento.

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