Jury Chechi e Antonio Rossi vincono Pechino Express: «Lo sport ci ha insegnato a competere, ma l’amicizia conta di più»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Aver condiviso anni di sacrifici, successi e sconfitte ha creato tra Jury Chechi e Antonio Rossi un legame che va oltre le medaglie. Lo dimostra la loro vittoria a Pechino Express - Fino al Tetto del Mondo, dove, nonostante la feroce competizione, hanno mantenuto quell’equilibrio tipico di chi ha imparato a convivere con le sfide. «Abbiamo gareggiato in modo sano», ha spiegato Chechi, sottolineando come lo sport, pur avendo regalato loro grandi soddisfazioni, abbia anche richiesto rinunce non indifferenti.
Quello che colpisce, però, è la naturalezza con cui i due atleti descrivono la loro amicizia. «Anche se non ci sentiamo per mesi», ha raccontato il ginnasta, «quando ci rincontriamo è come se il tempo non fosse passato». Una sintonia che Rossi ha definito «un crescendo», frutto di esperienze comuni che vanno ben oltre le gare. Le loro carriere, del resto, sono state costellate più da sconfitte che da trionfi, ma è proprio questo, secondo il campione di kayak, ad averli forgiati: «Ogni delusione ti spinge a migliorarti».
La vittoria nell’adventure show, conclusosi al Tempio di Uma Maheshwor in Nepal, era quasi scontata per una coppia abituata a sopportare pressioni e fatica. In sei settimane hanno percorso oltre 6.000 chilometri tra Filippine, Thailandia e Nepal, dimostrando una resistenza fisica e mentale che il pubblico ha premiato senza esitazioni. Al secondo posto si sono classificati Dolcenera e Gigi Campanile, i Complici, mentre il gradino più basso del podio è toccato a Giulio Berruti e Nicolò Maltese, gli Estetici.




