Maturità, i consigli della professoressa D’Anna per la notte prima dell’esame
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La maturità entra nelle sue ore più attese e per migliaia di studenti la notte prima dell’esame coincide con gli ultimi ripassi, le preoccupazioni e le aspettative legate a un passaggio decisivo del percorso scolastico. Alla vigilia delle prove, la professoressa Giuseppina D’Anna, insegnante di italiano, latino e storia al Liceo Scientifico E. Medi di Senigallia, ha offerto alcuni suggerimenti rivolti ai maturandi che si preparano ad affrontare l’esame orale. Il consiglio principale è quello di non lasciarsi trascinare da uno studio frenetico fino all’ultimo momento, ma di trovare un equilibrio tra il ripasso generale e l’approfondimento degli argomenti affrontati durante l’anno. Un’indicazione che arriva proprio mentre crescono l’attesa e le tensioni tipiche delle ore che precedono l’esame di Stato.
Il ripasso prima dell’orale e l’equilibrio nello studio
Alla domanda su come prepararsi all’esame orale, se puntando su una conoscenza generale di tutti gli argomenti o concentrandosi invece su temi specifici trattati in classe, la professoressa D’Anna ha indicato una strada intermedia. Secondo l’insegnante, l’ideale è trovare un equilibrio tra le due modalità di studio, evitando sia una preparazione troppo superficiale sia un’attenzione esclusiva a pochi argomenti. Il suggerimento arriva in un momento in cui molti studenti continuano a consultare libri e appunti fino alle ultime ore disponibili, nel tentativo di consolidare quanto appreso durante l’anno scolastico.
La vigilia della maturità è infatti accompagnata da comportamenti che si ripetono quasi identici a ogni sessione d’esame. Tornano le notti con poco sonno, il ripasso dell’ultimo minuto, i gruppi WhatsApp che diventano luoghi di confronto continuo e i genitori spesso coinvolti nell’attesa quanto i figli. È una scena che si ripresenta ogni anno con protagonisti diversi ma con emozioni molto simili. L’ansia per le prove, i dubbi sulle tracce e il timore di non ricordare abbastanza caratterizzano le ore precedenti all’esame, mentre i libri restano aperti anche quando la stanchezza rende più difficile assimilare nuove informazioni.
La maturità come passaggio tra scuola e futuro
Accanto agli aspetti legati alla preparazione, emerge anche il significato simbolico della maturità. L’esame viene descritto non soltanto come una verifica finale, ma come il momento che segna l’addio alla scuola e la conclusione di un percorso condiviso per anni. Proprio per questo la notte prima degli esami assume un valore particolare, diventando per molti studenti un momento di riflessione su quanto vissuto tra le aule e sulle esperienze accumulate durante il percorso scolastico. La maturità continua così a rappresentare un rito di passaggio riconoscibile da generazioni diverse, pur cambiando i volti e le storie dei suoi protagonisti.
Una testimonianza raccolta da uno studente del liceo Gioia di Piacenza mostra come non tutti affrontino l’attesa con lo stesso stato d’animo. Lo studente ha raccontato di non vivere questi giorni con particolare ansia, sostenendo che la paura rischia soprattutto di spaventare il maturando e dichiarando di sentirsi sufficientemente preparato per sostenere un buon esame. Nelle sue parole trovano spazio sia il bilancio degli anni trascorsi al liceo sia lo sguardo rivolto al futuro, in una fase che coincide con la chiusura di un capitolo importante della propria formazione.
Le emozioni della vigilia tra attesa, ricordi e tradizioni
Le ore che precedono la maturità vengono vissute in modi differenti. C’è chi riesce a mantenere la calma e chi continua a sfogliare appunti fino a tarda sera, cercando un’ultima conferma prima dell’appuntamento con la commissione. Per molti studenti la notte prima degli esami resta un momento sospeso tra tensione e aspettative, nel quale si intrecciano ricordi degli anni trascorsi a scuola e interrogativi su ciò che verrà dopo. L’avvicinarsi delle prove rende ancora più evidente il significato del passaggio che l’esame rappresenta per chi sta terminando il ciclo delle superiori.
Tra le tradizioni che accompagnano la vigilia dell’esame di Stato continua a esserci anche la canzone “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti, indicata da molti studenti come una presenza immancabile nelle ore che precedono l’appuntamento. Da generazioni il brano accompagna l’attesa di chi si prepara ad affrontare la maturità, trasformandosi in una sorta di colonna sonora condivisa. Mentre si avvicina il momento delle prove, tra ripassi finali, confronti con compagni e pensieri sul futuro, resta il consiglio della professoressa D’Anna: dedicare spazio a un breve ripasso e poi mettere da parte i libri, evitando di trasformare le ultime ore in una corsa senza fine allo studio.




