L'Antitrust interviene sulla questione delle licenze dei taxi nelle città italiane

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nonostante il decreto "Asset ed investimenti" abbia dato ai comuni la possibilità di aumentare le licenze del 20%, l'Antitrust sostiene che questa misura non sia sufficiente, soprattutto nelle grandi città dove la richiesta di taxi è molto alta. Pertanto, l'Antitrust ha chiesto ai comuni di Roma, Milano e Napoli di adeguare il numero di licenze e di superare il tetto del 20% previsto dal decreto.

A Roma, l'Antitrust ha inviato una segnalazione al Campidoglio, evidenziando le criticità nell'erogazione del servizio taxi a danno degli utenti in termini di qualità ed efficienza. Il garante ha sollecitato il Campidoglio a risolvere il problema di un numero di licenze attive inadeguato e ha suggerito di andare oltre la quota del 20 per cento in più fissata dal decreto Asset.

Nel frattempo, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha respinto la proposta di un'indennità traffico di tre euro in più a corsa che dodici sigle sindacali dei tassisti vorrebbero ricevere dai clienti. Tuttavia, Gualtieri ha aperto un tavolo con la categoria per valutare attentamente le tariffe, sottolineando che alcune piccole cose devono essere migliorate, come ad esempio il minimo che è molto basso e quindi può ridurre l'incentivo a fare corse più brevi.

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