Il lungo cammino di Francesco, tra ottocento anni e un presente che interroga
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’orologio della storia, che scandisce il tempo con un ritmo diverso da quello delle nostre esistenze, segna una data di straordinaria risonanza. L’appuntamento, fissato per il 10 gennaio 2026 alle dieci del mattino nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, non sarà un semplice anniversario ma l’avvio formale di un percorso commemorativo di ampio respiro. Quel giorno, infatti, prenderanno ufficialmente il via le solenni celebrazioni per l’VIII Centenario del Transito di San Francesco di Assisi, un evento che, come è stato sottolineato, racchiude in sé il senso di un cammino iniziato nel 1226 e giunto fino a noi. Una ricorrenza che, ben al di là dei confini dell’Umbria o della dimensione strettamente confessionale, si propone come un momento di riflessione collettiva sulla figura di un uomo che ha segnato indelebilmente la cultura occidentale.
Il santo rivoluzionario nella rassegna dell'Università di Pisa
Proprio questa influenza multiforme è al centro di una articolata iniziativa promossa dall’Università di Pisa, la quale, attraverso il suo Centro per l’innovazione e la diffusione della cultura, ha dato vita a una rassegna intitolata “San Francesco 1226-2026”. L’analisi accademica, sfuggendo a letture agiografiche unilaterali, punta a restituire l’immagine di un “rivoluzionario” e di un “politico” dalla visione straordinaria, le cui intuizioni hanno plasmato non solo la spiritualità ma anche l’arte, la letteratura e il pensiero sociale negli ultimi otto secoli. Il programma, che si svilupperà tra febbraio e aprile con un ricco calendario di spettacoli teatrali, concerti, lectio magistralis e mostre, trova un partner di diffusione in Qn La Nazione, confermando come l’interesse per la figura del poverello travalichi gli ambienti specialistici per coinvolgere un pubblico ampio.
Musica e parole per un Cantico sempre attuale
Parallelamente, le forme della contemporaneità vengono chiamate in causa per attualizzare quel messaggio. È nato, con questo intento, il contest “L’Arte Musicale da San Francesco: 800 anni di ispirazione”, coordinato da Giordano Sangiorgi del Mei e realizzato con Kayros Onlus e il Cet. Presentata al Ministero della cultura, l’iniziativa si propone esplicitamente di cercare e valorizzare nuovi talenti musicali italiani, invitandoli a misurarsi con l’eredità del santo. Una sfida creativa che dimostra, qualora ce ne fosse bisogno, la persistente fertilità di quell’ispirazione. A commentare il senso profondo di questo anno speciale è intervenuto Davide Rondoni, presidente del comitato nazionale per le celebrazioni, il quale ha definito Francesco un “testimone per il nostro tempo”, sottolineandone l’inquietante attualità in un’epoca di grandi trasformazioni e di smarrimento valoriale.
Le manifestazioni tra fede, cultura e memoria
Il calendario degli eventi, del resto, prevede appuntamenti di notevole impatto simbolico e culturale. Tra questi spiccano l’ostensione del del santo nella basilica di Assisi, una mostra a Perugia e il dibattito sul ritorno del 4 ottobre come festa nazionale, elemento che riporta la figura di Francesco al centro del discorso pubblico italiano. Senza dimenticare, come fatto di cronaca nera che ha toccato da vicino i luoghi francescani, le inchieste giudiziarie seguite ai tragici eventi sismici che colpirono la regione, indagini che hanno portato a riflettere, anche in sede processuale, sulla sicurezza e sulla conservazione di un patrimonio inestimabile. Tutto concorre a delineare un anno di studio, di celebrazione e di interrogazione, dove la memoria non è un esercizio sterile ma un dialogo vivo con le domande del presente.




