Petizione contro il concerto di Gergiev a Caserta, scontro tra Tajani e Picierno
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Redazione Interno
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Una petizione firmata da settecento tra Premi Nobel, scienziati, artisti e intellettuali chiede l’annullamento del concerto del direttore d’orchestra Valery Gergiev, previsto per il 27 luglio alla Reggia di Caserta. Considerato un sostenitore del presidente russo Vladimir Putin, il maestro è al centro di polemiche per il suo legame con il Cremlino, tanto che nel testo si invoca la necessità di "interrompere il dilagare della propaganda russa in Europa". Il documento è stato indirizzato al governatore della Campania, Vincenzo De Luca, alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, e ai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa.
Le proteste non si limitano alla sola petizione. L’ong Memorial, attiva nella documentazione delle violazioni dei diritti umani in Russia, ha consegnato a Roma e Bruxelles due lettere in cui, oltre a chiedere la cancellazione dell’evento, sollecita un’inchiesta sull’uso di fondi pubblici per iniziative legate alla propaganda del regime di Mosca nell’Ue. Si propone inoltre la creazione di un fondo culturale per sostenere gli artisti dissidenti.
Intanto, la questione ha acceso un duro confronto politico. Durante un panel al congresso della Cisl, la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno ha espresso forte disappunto per la scelta di ospitare Gergiev, definendola "una ferita inaccettabile" per la Campania e per l’Italia. Rivolgendosi al vicepremier Antonio Tajani, presente all’incontro, ha esortato il governo a intervenire. La replica del ministro degli Esteri è stata netta: «Lo avete invitato voi», ha ribattuto, sottolineando come l’organizzazione dell’evento sia stata voluta dalla Regione, guidata da De Luca.




