La Reggia di Caserta cancella il concerto di Gergiev, Giuli: "Scelta giusta"
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Redazione Interno
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La direzione della Reggia di Caserta ha deciso di annullare il concerto sinfonico che avrebbe dovuto vedere protagonista Valery Gergiev, direttore d’orchestra russo da tempo al centro di polemiche per la sua vicinanza a Vladimir Putin. L’evento, previsto per il 27 luglio nell’ambito della rassegna Un’Estate da Re, è stato cancellato dopo settimane di tensioni, con associazioni ucraine pronte a manifestare contro quella che consideravano una legittimazione culturale di un artista accusato di essere un propagandista del Cremlino.
Non è la prima volta che Gergiev, uomo di indiscusso talento musicale ma schierato pubblicamente a sostegno della politica russa, si trova al centro di controversie. Già nel 2022, dopo l’invasione dell’Ucraina, diverse sue esibizioni in Europa erano state annullate, mentre il Metropolitan Opera di New York aveva interrotto i rapporti con lui. Stavolta, però, la decisione della Reggia di Caserta arriva in un contesto ancora più polarizzato, dove ogni gesto assume un peso politico.
A confermare la scelta è stato lo stesso sindaco di Caserta, Carlo Marino, che ha sottolineato come l’amministrazione abbia valutato "l’opportunità di evitare tensioni in un momento già delicato". Anche il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, ha espresso soddisfazione per la decisione, definendola "coerente con la linea del governo". Ma è stata la presidente della Reggia, Tiziana Giuli, a chiudere la questione con poche parole: "Abbiamo fatto la scelta giusta".
Intanto, un destino simile è toccato al pianista ucraino Alexander Romanovsky, accusato di simpatie filorusse, il cui concerto a Bologna è stato annullato su decisione del sindaco Matteo Lepore. Anche in questo caso, le proteste delle associazioni ucraine hanno giocato un ruolo decisivo, dimostrando quanto il dibattito sull’arte e la politica sia più acceso che mai.
Quello di Gergiev, del resto, non è un caso isolato. Negli ultimi anni, numerosi artisti russi hanno visto cancellati i propri spettacoli all’estero, mentre altri hanno scelto di prendere le distanze da Mosca per continuare a lavorare. Ma se alcuni, come la direttrice d’orchestra Oksana Lyniv, hanno condannato apertamente la guerra, altri — Gergiev in testa — hanno preferito mantenere un ambiguo silenzio, pagandone le conseguenze.




