Il Verona rimonta e vince a Bologna, addio alla striscia positiva dei rossoblù
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Redazione Sport
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La ventottesima giornata di Serie A regala una sorpresa inaspettata al Dall'Ara, dove il Verona di Paolo Sammarco, alla disperata ricerca di punti salvezza, ha la meglio sul Bologna per due a uno. Una partita, quella andata in scena domenica pomeriggio, che si è accesa soltanto nella ripresa nonostante un primo tempo vivace, con i padroni di casa che avevano approcciato il match in modo fin troppo contratto. La squadra di Vincenzo Italiano, reduce da cinque successi consecutivi tra campionato e coppa, sembrava poter controllare la gara, ma il copione si è invece ribaltato in una manciata di minuti, regalando agli scaligeri tre punti dal peso specifico enorme per la loro classifica.
Ad inizio secondo tempo, dopo un palo colpito da Riccardo Orsolini, il Bologna era riuscito a passare in vantaggio con Benjamin Rowe, bravo a finalizzare un’azione corale con un rasoterra che non lasciava scampo a Montipò. La reazione del Verona, tuttavia, è stata fulminea e letale: appena quattro minuti più tardi, Frese ha rimesso le cose a posto con una conclusione dal limite che ha fulminato Skorupski, approfittando di una lettura difensiva quantomeno distratta della retroguardia felsinea. Il ribaltone si è concretizzato al cinquantaseiesimo, quando un grave errore di Vitik ha spianato la strada a Orban, il cui assist ha permesso a Kieron Bowie di siglare la sua prima rete in Serie A, quella del definitivo vantaggio ospite.
Nel finale, c'è stato spazio anche per un intervento del Var che ha annullato un terzo gol al Verona, realizzato da Sarr, a causa di un fallo precedente di Gagliardini. I tentativi disperati di Italiano, che ha gettato nella mischia Bernardeschi e Dominguez, non hanno sortito l'effetto sperato, e il Bologna ha dovuto così archiviare la propria striscia vincente, rimanendo fermo a quota trentanove in classifica. Per l’Hellas Verona, invece, questi tre punti valgono una boccata d’ossigeno vitale, interrompendo un digiuno di vittorie che durava dallo scorso dicembre e riaprendo, seppur di misura, i giochi per la permanenza in categoria.
Italiano: "Poca concretezza e disattenzioni fatali"
Al termine della gara, l'allenatore del Bologna non ha nascosto la propria delusione per una sconfitta che interrompe bruscamente il cammino positivo della sua squadra. In conferenza stampa, Italiano ha analizzato la prestazione dei suoi, sottolineando come il buon momento vissuto nelle ultime settimane non sia stato trasferito in campo contro il Verona. Il tecnico ha evidenziato, in particolare, lo scarto evidente tra il numero di tiri totalizzati, ben diciannove, e quelli effettivamente indirizzati verso lo specchio della porta, soltanto due, una statistica che fotografa inequivocabilmente la poca precisione sotto porta della formazione emiliana.
A far discutere, oltre all'approccio mentale, è stata la serata storta del suo centravanti, Santiago Castro. L'attaccante argentino, come riferito dallo stesso Italiano, ha fallito quattro nitide occasioni da rete, un dato che pesa come un macigno sull'esito finale di un confronto che il Bologna, sulla carta, partiva per vincere. L'allenatore ha poi voluto spezzare una lancia a favore del prossimo impegno europeo, sottolineando come nel calcio non esistano partite scontate, nemmeno sulla carta; ha ricordato, a tal proposito, la vittoria del Napoli in extremis contro lo stesso Verona, un monito per coloro che avevano già messo in cascina i sei punti contro Pisa e Verona.
La disfatta difensiva e l'opportunità europea sfumata
La sconfitta interna con il Verona assume contorni ancora più amari se inserita nel contesto della classifica e degli obiettivi stagionali. Il Bologna, che con un successo avrebbe potuto accorciare ulteriormente le distanze dall'Atalanta, costretta al pareggio casalingo dall'Udinese, si ritrova invece a dover fare i conti con una battuta d'arresto che congela le ambizioni di rincorsa verso la zona Europa. La prestazione difensiva, come emerge dalle cronache, è stata a dir poco insufficiente: errori individuali e mancanza di concentrazione hanno permesso agli attaccanti veronesi di ribaltare il risultato in pochi minuti, vanificando lo svantaggio iniziale rimontato con Rowe.
L'occasione era ghiotta, considerando anche il turno favorevole in prospettiva futura, ma la squadra di Italiano non è riuscita a mantenere quello standard di solidità mostrato nelle precedenti uscite. La gestione del vantaggio è stata approssimativa, e la reazione dopo il pareggio, invece di essere veemente, è app apparsa confusa e fragile. Ora il tecnico dovrà lavorare per ricompattare il gruppo in vista del doppio imminente impegno europeo, ma questa battuta d'arresto casalinga lascia certamente qualche rimpianto per un'occasione di classifica sprecata malamente.
La speranza del Verona si riaccende al Dall'Ara
Dall'altra parte, la soddisfazione è immensa per un Verona che non vinceva in campionato da tre mesi e che sembrava ormai con le spalle al muro. La squadra guidata da Paolo Sammarco, passato dalla panchina della Primavera a quella della prima squadra in un momento di profonda crisi, ha dimostrato carattere e personalità, venendo a prendersi tre punti pesantissimi in casa di una delle formazioni più in forma del campionato. La rimonta, fulminea e chirurgica, è il segnale che la squadra c'è e che non ha alcuna intenzione di arrendersi al proprio destino, nonostante la classifica continui a rimanere deficitaria.
Con questo successo, il Verona sale a diciotto punti, accorciando le distanze dalla quartultima, che ora dista sette lunghezze. Un margine ancora ampio, certo, ma che unito alla ritrovata fiducia e alla vittoria in uno stadio difficile come il Dall'Ara, può rappresentare un punto di svolta per l'intera stagione. La prestazione di giocatori come Orban e Bowie, decisivi nel ribaltone, e la solidità mostrata nonostante il predominio territoriale dei padroni di casa, lasciano ben sperare per il proseguo di una corsa salvezza che sembrava ormai segnata.




