Il Teatro Valle riapre dopo sedici anni: Pirandello e la memoria dell'occupazione

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La sera del 16 ottobre 2026 il sipario del Teatro Valle si è alzato dopo sedici anni di chiusura. In platea, insieme al sindaco Roberto Gualtieri e ai vertici della Fondazione Teatro di Roma, sedevano attori, registi e rappresentanti delle istituzioni, chiamati a raccolta per quella che è stata presentata come la restituzione alla città di uno dei suoi palcoscenici più antichi. Ad aprire la stagione è stato Francesco Piccolo con un monologo dedicato alla prima dei Sei personaggi in cerca d'autore, avvenuta proprio su quel palco nel 1925.

Il restauro, avviato nel marzo 2023 e costato oltre undici milioni di euro, ha interessato la sala, i palchi e gli scaloni progettati da Giuseppe Valadier, riportando alla luce anche una decorazione ottocentesca rimasta nascosta sotto strati di ridipintura novecentesca.

Un calendario che si fermò nel 2014

Per capire cosa sia stato il Valle negli anni dell'occupazione bisogna tornare al giugno 2011, quando un gruppo di artisti e lavoratori dello spettacolo varcò la soglia della sala settecentesca con l'intenzione di restarci tre giorni. L'occupazione durò invece tre anni, alimentata dalla soppressione dell'Ente Teatrale Italiano voluta dal governo Berlusconi e dal timore che il teatro finisse in mani private.

In quel periodo il Valle ospitò laboratori, spettacoli, assemblee e incontri pubblici, con un modello economico che prevedeva un contributo volontario all'ingresso e il pagamento di un minimo sindacale per le compagnie. La notte tra il 31 luglio e il primo agosto 2014 gli occupanti organizzarono quella che chiamarono la festa del 32 luglio, una maratona di performance e incursioni a sorpresa per celebrare la resistenza mentre la trattativa sul futuro della sala era ancora in corso. Poche settimane dopo, il 10 agosto, l'esperienza si chiuse con il passaggio di consegne al Teatro di Roma.

La nuova vita come Casa della Drammaturgia

La riapertura inserisce il Valle nel progetto della stagione 2026/2027 del Teatro di Roma, che lo ha destinato a Casa della Drammaturgia Contemporanea. Dopo l'inaugurazione affidata a Piccolo, il cartellone prevede tra gli altri Escaped alone di Caryl Churchill per la regia di Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni, Memoria di ragazza di Annie Ernaux con la regia di Silvia Costa e Che dolore terribile è l'amore di Han Kang.

Il momento più atteso arriva però in primavera: dal 20 al 30 aprile 2027 Emma Dante porta in scena In cerca di sei personaggi, uno studio sul testo pirandelliano costruito come un lavoro aperto davanti al pubblico, con gli attori della sua compagnia impegnati a far nascere i personaggi sul palco vuoto. La scelta di chiudere la stagione con Pirandello non è casuale: il Valle è il teatro dove il dramma dei sei personaggi debuttò tra scandalo e rivoluzione, e la nuova programmazione sembra voler riconnettere quella memoria alle scritture contemporanee.

Il cantiere e i ritrovamenti sotto la vernice

I lavori di restauro, condotti dalla Sovrintendenza Capitolina con il Ministero della Cultura, hanno dovuto conciliare la tutela delle strutture storiche con le esigenze di un teatro moderno. Oltre al recupero delle superfici decorate della platea e del loggione, l'intervento ha riservato una sorpresa: sotto una ridipintura novecentesca dell'arco del boccascena è riaffiorata la Danza delle Ore, una composizione con putti monocromi raffigurati con strumenti musicali su un fondo che imita un mosaico in oro zecchino.

La decorazione, di qualità pittorica notevole, è stata recuperata rimuovendo lo strato più recente. Il teatro, inaugurato nel 1727 come ampliamento della residenza del cardinale Andrea della Valle, torna così a funzionare con impianti aggiornati e percorsi interni riqualificati, dopo una chiusura che durava dal 2010.

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