Israele colpisce residenza Oms e tende sfollati a Gaza, almeno 13 morti
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Redazione Esteri
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L’esercito israeliano ha sferrato un attacco aereo e terrestre contro Deir al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza, colpendo per tre volte una struttura che ospitava personale dell’Organizzazione mondiale della Sanità. «Le forze militari sono entrate nell’edificio, obbligando donne e bambini a fuggire a piedi verso Al-Mawasi mentre gli scontri erano ancora in corso», ha denunciato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, senza specificare se tra i feriti vi fossero operatori umanitari.
Nello stesso raid, i tank dell’Idf hanno preso di mira anche un campo di tende per sfollati nella zona di al-Shati, a ovest di Gaza City, uccidendo almeno 14 persone e lasciando 25 feriti, molti dei quali in condizioni critiche. Le operazioni militari, che proseguono senza tregua da mesi, hanno trasformato interi quartieri in cumuli di macerie, costringendo migliaia di civili a spostarsi in aree già sovraffollate e prive di servizi essenziali.
Intanto, la crisi umanitaria raggiunge livelli insostenibili. A Khan Younis, domenica scorsa, una madre ha sepolto il figlio di tre mesi, Yehia al-Najjar, morto per malnutrizione dopo che la carenza di latte artificiale ne aveva compromesso la sopravvivenza. Scene simili, sempre più frequenti, testimoniano il collasso di un sistema sanitario al limite, dove anche i farmaci più basici scarseggiano.




