Neve in arrivo sulle montagne venete, allerta della Protezione civile fino a lunedì

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   L’inverno, che in molte zone del paese aveva faticato a mostrare il proprio volto più tipico, si appresta a tornare con decisione sulle Alpi e le Prealpi venete, dove un peggioramento delle condizioni atmosferiche, atteso già dalle prime ore di questa notte, sabato 24 gennaio, porterà precipitazioni nevose significative. Il quadro generale, che vede un flusso perturbato atlantico particolarmente attivo sull’Europa occidentale, prefigura una fase di maltempo destinata a protrarsi, secondo gli esperti, fino al termine del mese. L’aria polare in discesa dalla Groenlandia, infatti, alimenta una saccatura profonda la cui influenza si estenderà progressivamente anche al Mediterraneo centro-occidentale, garantendo una successione di perturbazioni cariche di pioggia, vento e, appunto, neve.

I dettagli dell'ondata di maltempo

Le prime deboli precipitazioni, secondo le elaborazioni del meteo regionale, inizieranno nel corso della notte, per poi infittirsi e diventare più consistenti durante l’intera giornata di domenica, quando si registrerà il picco, specialmente nelle ore pomeridiane. La quota neve, elemento cruciale per valutare l’impatto sul territorio, è stimata attestarsi inizialmente tra i 700 e i mille metri sulle zone prealpine, per poi coinvolgere, in un progressivo abbassamento, anche le vallate dolomitiche. Si tratta di una dinamica che, se confermata, estenderebbe gli effetti del fenomeno a un’area più vasta di quella strettamente montana.

Gli accumuli previsti sulle diverse fasce

Sopra i mille metri di quota, in particolare nella fascia compresa tra i 1000 e i 1500 metri, gli accumuli previsti sono rilevanti, con punte stimate tra i 20 e i 30 centimetri di neve fresca nel periodo compreso tra la mezzanotte di oggi e le 6 di lunedì 26 gennaio. La situazione, però, presenta delle criticità anche a quote inferiori. Alcuni modelli, infatti, non escludono che i fiocchi possano raggiungere anche le zone di valle, con un’attenzione specifica per la Valbelluna, dove si potrebbero formare accumuli, seppur contenuti, indicativamente fino ai 5 centimetri. Localmente, poi, le valli prealpine più fredde potrebbero ricevere una coltre più consistente.

Lo scenario meteorologico di lungo periodo

Questa ondata di maltempo, che ha spinto la Protezione civile regionale a dichiarare uno stato di attenzione valido fino a lunedì, non sembra rappresentare un episodio isolato. Il flusso d’aria instabile e fredda proveniente dal Nord Atlantico è destinato a mantenere un pattern meteorologico perturbato anche nel corso della prossima settimana, con nuove e intense perturbazioni pronte a raggiungere l’Italia. Il ripetersi di tali eventi, caratterizzati da piogge, venti sostenuti e nevicate a quote variabili, potrebbe dunque caratterizzare il paesaggio e le condizioni di vita del Nordest, ma non solo, fino agli ultimi giorni di gennaio, delineando un finale di mese sotto il segno del generale ritorno del freddo stagionale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.