Bitcoin affronta una fase critica, tra cicli prevedibili e tensioni di mercato

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Sotto l'ipotesi, ormai largamente condivisa, che l'ultimo ciclo rialzista del Bitcoin si sia esaurito all'inizio di ottobre con un picco prossimo ai 126.000 dollari, è diventato logico attendersi l'avvio di una nuova fase ribassista strutturale. Questo bear market, che alcuni analisti ritengono essere ormai in corso, si inserisce nella dinamica del consueto ciclo quadriennale, un meccanismo profondamente legato all'evento dell'halving, il quale, dimezzando il premio per i miner, riduce meccanicamente l'offerta di nuove monete immesse sul mercato. La transizione, per quanto attesa, non è stata indolore, proiettando l'asset in un periodo di elevata volatilità e di ripensamenti da parte degli investitori, i quali stanno valutando con attenzione la solidità delle prospettive a lungo termine.

I fattori della pressione vendite

Prosegue, infatti, la fase discendente che ha portato il Bitcoin a testare livelli minimi al di sotto della soglia psicologica dei 90.000 dollari, una pressione alimentata dal concorso di diversi elementi. A pesare, se ne contano alcuni di natura macroeconomica, come le aspettative di un mantenimento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, e altri più interni all'ecosistema digitale, tra i quali spiccano la tradizionale ciclicità del settore e le consistenti liquidazioni da parte degli attori istituzionali. Sta di fatto, e i numeri lo confermano, che il Bitcoin si appresta a chiudere il mese di novembre registrando la performance mensile più negativa dall'ormai lontano 2022, un dato che la dice lunga sull'intensità del trend corrente.

La prospettiva tecnica e gli ostacoli per un recupero

Dopo aver toccato un fondo intorno agli 85.000 dollari nella scorsa settimana, la criptovaluta ha tentato un parziale rimbalzo, portandosi sui livelli attuali, che qualcuno di essi si attesta comunque sui minimi da aprile. La situazione tecnica, tuttavia, rimane precaria: sebbene da quel minimo ci sia stato un recupero piuttosto rapido, il prezzo non è riuscito a superare in modo convincente la resistenza degli 89.150 dollari. Gli analisti sottolineano come, prima di poter assistere a una risalita di una certa consistenza, sarà necessaria un'adeguata fase di riaccumulazione, un processo che richiede tempo e che serve a consolidare un nuovo base solida. Qualsiasi tentativo di rimbalzo, per guadagnare credibilità, dovrà prima superare una prima area di resistenza compresa tra i 91.600 e i 92.000 dollari, per poi affrontare un secondo e più impegnativo ostacolo nella fascia 93.600-94.000 dollari.

Il copione degli scenari possibili

La percezione generale è che il mercato stia seguendo un copione tecnico ben definito, il quale, in assenza di inversioni di tendenza esterne, potrebbe prevedere un'ulteriore discesa verso livelli di supporto più bassi, con alcuni che indicano la zona dei 77.000 dollari come prossimo obiettivo plausibile in caso di un retest fallito dei livelli attuali. La struttura di breve periodo, pertanto, non offre ancora segnali di forza convincenti, lasciando spazio a una cauta osservazione dell'evoluzione dei prezzi, i quali dovranno dimostrare di aver ritrovato un equilibrio prima di qualsiasi tentativo di inversione sostenuta.

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