The witcher 3: l’espansione Songs of the Past rinviata al 2027 per un lancio “migliore”
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
Non è una semplice riedizione né un contenuto aggiuntivo minore, bensì – a detta degli stessi sviluppatori – una terza espansione paragonabile per mole alla celebre Blood and Wine: The Witcher 3: Wild Hunt tornerà a parlare di sé con Songs of the Past, un’avventura che avrebbe dovuto accompagnare i giocatori già nel corso del 2026 ma che, a conti fatti, ha mancato la finestra di lancio prevista per quest’anno.
multiplayer
+1
Lo sviluppo, portato avanti in collaborazione con lo studio Fool’s Theory (composto da veterani che avevano già lavorato sul terzo capitolo della saga), ha subìto uno slittamento che sposta l’orizzonte temporale al 2027, senza però che ciò venga presentato come un ritardo problematico, anzi: secondo quanto emerso dagli incontri con gli investitori, la decisione è stata presa proprio per affinare ulteriormente il prodotto. multiplayer +1
Un ponte narrativo verso il futuro della serie
In un mercato ormai saturo di sequel e prequel, l’operazione messa in campo da CD Projekt RED assume i contorni di una strategia articolata: da un lato, Songs of the Past si propone come “una grande esperienza per i fan” (parole del co-CEO Michał Nowakowski), dall’altro, come lui stesso ha lasciato intendere durante una conference call, l’espansione fungerà – indirettamente, sia chiaro – da collegamento con The Witcher IV, quasi fosse un prologo di fatto ma non dichiarato. multiplayer +1
Si tratta, insomma, di un contenuto che non si limita a riaprire le danze con Geralt di Rivia, ma che è pensato anche per mantenere viva l’attenzione sull’universo narrativo in attesa del prossimo capitolo principale. E non è un dettaglio da poco, se si considera che il franchise – lo ricordano i numeri – vanta ormai oltre 65 milioni di copie vendute del solo terzo capitolo. playstationzone +1
Dettardi tecnici e la scelta del rinvio
La genesi di questo slittamento, va detto, non è stata improvvisa: gli stessi piani iniziali dello studio prevedevano un’uscita nell’anno in corso, e i rumor che avevano alimentato l’attesa per il 2026 non erano del tutto infondati.
L’amministratore delegato ha confermato che “c’è stato un momento in cui i piani davano per scontato il lancio entro il 2026”, ma l’accordo con il team di sviluppo ha poi privilegiato la qualità, rimandando tutto all’anno successivo per “raggiungere il miglior risultato possibile dal punto di vista del consumatore”. multiplayer +1
Songs of the Past arriverà su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S, con un successivo aggiornamento dei requisiti minimi – una mossa tecnica resa necessaria per gestire il salto qualitativo che l’espansione richiederà. playstationzone +1
Un’eredità pesante e una scelta di coerenza produttiva
Che il confronto con Blood and Wine non sia un’esagerazione retorica lo si capisce anche dalla durata stimata: chi ricorda la seconda espansione sa bene che si aggirava mediamente sulle ventotto ore e mezza di gioco, e per Songs of the Past si prospetta un impegno analogo.
Non stupisce, quindi, che CD Projekt abbia preferito prendersi tutto il tempo necessario, rinunciando a una data simbolica (il dodicesimo anniversario dall’uscita originale) pur di non tradire le aspettative. playstationzone +1
I dettagli più concreti – trama, personaggi secondari come Dandelion e il mistero della terza spada di Geralt già intravista in alcune illustrazioni – verranno svelati solo a fine estate del 2026, lasciando ancora aperta la curiosità su quello che si prospetta come un vero e proprio testamento narrativo prima del passaggio di consegne alla nuova trilogia. multiplayer +1




